Legge Quadro Autonomia differenziata: il nuovo governo svela il suo volto, uguale al precedente!

Dichiarazione Legge quadro AD

L’8 novembre il ministro Boccia ha presentato una bozza di Legge Quadro “per l’attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia”, ai sensi dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione.

Il “Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata” ha approvato la dichiarazione che pubblichiamo, che analizza questa bozza di Legge quadro e dimostra, punto per punto, come essa non solo non metta al riparo dai pericoli dell’Autonomia, ma apra proprio la strada ad essi.

La Dichiarazione rilancia la “Staffetta per l’unità della Repubblica e dei diritti uguali per tutti” come prima iniziativa di mobilitazione, dal 9 al 14 dicembre (la Staffetta era già stata decisa dal Comitato riunito a Roma il 9 novembre).

Vi invitiamo a leggere la Dichiarazione, a diffonderla e a organizzare in tutte le città, con i comitati di scopo, questo primo momento di mobilitazione.

Che cosa ci fa la Guardia di Finanza nelle aule?

Dichiarazione Guardia di Finanza-Gioberti

La Guardia di Finanza al liceo Gioberti di Torino: un altro modo di attaccare la credibilità dell’istituzione scolastica

Il nuovo governo deve ritirare subito la norma che rende possibile queste ispezioni

Il Manifesto dei 500 esprime sostegno e solidarietà ai docenti del Liceo Gioberti che hanno subito l’identificazione, per rilevare la presenza a scuola, da parte della Guardia di Finanza. Dopo la sanzione alla professoressa Dell’Aria della scorsa primavera, un altro attacco all’istituzione scolastica.

La Guardia di Finanza si è presentata al liceo con un preavviso praticamente inesistente e ha identificato i docenti anche davanti agli allievi, interrompendo lo svolgimento delle lezioni. 

Si tratta di un provvedimento gravissimo perché è dannoso, lesivo e al tempo stesso inutile. 

È un provvedimento dannoso perchè mina la credibilità della scuola poiché sottende il messaggio, che si tenta di far passare all’esterno, che nella scuola debbano essere stanati i “furbetti del cartellino”. 

È un provvedimento lesivo perché mina la credibilità dell’istituzione scuola e degli insegnanti intaccando pericolosamente la relazione docente-discente e aggiungendosi alle tante misure che sono andate in questa direzione nel corso degli anni. 

È un provvedimento inutile perché la presenza dei docenti nelle classi è già rilevata dalla firma sul registro, dal registro elettronico e dalla subitanea evidenza.

Questo atto è una conseguenza del “Decreto concretezza” licenziato dall’ex ministro del precedente governo Giulia Bongiorno. 

Ma la scuola ha davvero necessità di questa concretezza? No! La scuola ha bisogno concretamente di tutt’altro! 

C’è la necessità di ristrutturare le scuole che cadono a pezzi. 

C’è la necessità di ripristinare migliaia e migliaia di posti del personale ATA per garantire la sorveglianza (poche ore dopo la visita della Guardia di Finanza al Gioberti, un bambino è caduto dalle scale in una scuola di Milano). 

C’è la necessità di restituire pienamente il ruolo istituzionale al sistema scolastico, cosa che passa prima di tutto per l’abrogazione delle misure che l’hanno rimesso in causa, a partire della cosiddetta “buona” scuola, e dal rinnovo dei contratti con aumenti significativi per tutti. 

C’è la necessità di avere le cattedre coperte su tutti i posti (compresi quelli di sostegno) fin dal primo giorno di scuola. 

E c’è la necessità di mantenere unita la Scuola della Repubblica e di ritirare ogni progetto di autonomia differenziata.

Ecco la concretezza di cui ha bisogno la scuola!

Per tutte queste battaglie non c’è che una strada da seguire: la mobilitazione unita su rivendicazioni precise, a partire dalla sospensione immediata di tutti i procedimenti di identificazione nelle scuole ad opera della Guardia di Finanza e quindi dall’abrogazione della relativa norma del “Decreto concretezza”. 

“Manifesto dei 500”, 19 ottobre 2019

Successo della Seconda Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Pubblichiamo la Dichiarazione finale della Seconda Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata che si è tenuta a Roma, domenica scorsa 29 settembre.
Nonostante il cambio di governo e nonostante il tema dell’Autonomia differenziata venga presentato dai media e dal governo stesso come uno “scampato pericolo”, i Comitati di scopo che si sono costituiti in questi mesi e le 120 associazioni che avevano aderito all’assemblea di luglio non sono per nulla cadute nella trappola e hanno risposto in massa, partecipando ad una Assemblea che ha coniugato l’approfondimento teorico sui pericoli di oggi e quindi sulla necessità di ribadire il NO a qualunque Autonomia differenziata con la discussione su come rilanciare la mobilitazione.
La Dichiarazione riassume e riprende questi temi.
Vi alleghiamo anche il link della registrazione completa dei lavori, fatta da Radio Radicale.

Buona lettura, buon ascolto e visione, la mobilitazione riparte più forte e cosciente che mai.

Manifesto dei 500, 1 ottobre 2019

Invito 2^ Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata – Roma, 29 settembre

– A tutti i Comitati di scopo per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata
– A tutte le Associazioni che hanno aderito all’Assemblea Nazionale del 7 luglio
– A tutti i cittadini che vogliano battersi per difendere l’unità della Repubblica, i diritti sociali, le conquiste sancite nella Costituzione
Seconda Assemblea Nazionale
per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata
Roma, 29 settembre 2019
Ore 10-16, liceo Tasso

A poco più di due mesi dall’Assemblea nazionale di Roma del 7 luglio, di fronte alla nuova situazione politica, il Comitato nazionale provvisorio rilancia l’appello a tutti i Comitati di scopo dei territori e a tutte le associazioni che hanno aderito all’Appello e sottoscritto la mozione conclusiva della prima Assemblea: è più che mai importante riunirci in una seconda Assemblea Nazionale per definire le prossime tappe di questa battaglia e per darci gli strumenti per affrontarla.
Il clima politico è cambiato, certamente nei toni.  Ma se è possibile immaginare – considerando la manovra e gli altri provvedimenti che il nuovo Governo ha annunciato – un parziale differimento dell’urgenza di mettere mano alla richiesta di Autonomia differenziata, il fatto che il governo abbia inserito questo punto nel suo programma non cancella il pericolo. Ciò comporta il rafforzamento della nostra convinzione – alimentata anche dalla valutazione positiva che alcuni esponenti dello stesso Governo danno dell’autonomia differenziata modello Emilia Romagna – che sia necessario il ritiro di ogni progetto di autonomia differenziata. Continuiamo a difendere senza se e senza ma ilprincipio di uguaglianza, l’esigibilità di diritti universali garantiti per tutti, il rispetto delle conquiste e dei diritti dei lavoratori, a cominciare dai contratti collettivi nazionali del lavoro: elementi che anche le bozze di intesa tra Governo e regione Emilia Romagna mettono in discussione. Siamo convinti che nessuna definizione di Lep potrà attribuire uguale valore al diritto di un calabrese rispetto a quello di un lombardo; alle condizioni di vita materiale, sociale e politica di un abitante della Basilicata rispetto ad uno del Veneto.
Ma abbiamo bisogno di studiare, di approfondire; di far nostra una materia oggi forse più insidiosa, perché non rappresentata a livello di istituzioni statali da arroganza, violenza verbale, prevaricazione; che potrebbe non avere a che fare con l’egoismo e la voracità delle regioni Veneto e Lombardia – e di altre regioni che, come il Piemonte, si sono candidate ad essere della partita in termini altrettanto autoreferenziali –  ma con un’autonomia apparentemente soft, ammantata di aggettivi accattivanti: “solidale”, “cooperativa”, “equa”. E dalle dichiarazioni di alcuni esponenti governativi che il modello al quale ispirarsi potrebbe essere proprio quello dell’Emilia-Romagna. Gli stessi concetti di “equo”, “solidale”, “cooperativa” sono stati messi in relazione all’attuazione dei LEP, Livelli Essenziali delle Prestazioni,previsti dalla Costituzione indegnamente riformata nel 2001 e mai nemmeno definiti.
A questa nuova articolazione del tema dobbiamo prepararci, approfondendo e trovando argomentazioni solide per confutare quegli aggettivi, per destituirli di ogni accezione rassicurante. Per svincolare la necessità  di migliorare le condizioni dei diritti esigibili (e mai esatti, nonostante normative già esistenti, ma mai messe in atto), in particolare nelle zone più povere del Paese, da un progetto di destrutturazione e parcellizzazione dell’unità sociale, economica, culturale e politica del Paese, quale quello dell’autonomia differenziata continua ad essere. 
Auspichiamo che la giornata del 29 – anche grazie al prestigio dei relatori che interverranno (hanno già da ora dato conferma della loro disponibilità Massimo Villone, Laura Ronchetti, Adriano Giannola, Guglielmo Forges Davanzati, Marco Esposito) rappresenti un momento di formazione importante,  utile a fornire a tutti noi, alla luce di questo scenario, strumenti per articolare il nostro convincimento che ogni progetto di autonomia differenziata debba essere ritirato; e le parole per partecipare in maniera consapevole e critica al grande dibattito pubblico che chiediamo venga aperto nel Paese, in controtendenza rispetto agli incontri secretati, alle bozze pubblicate non da siti istituzionali; del ritardo intenzionale e della distanza dalle persone con cui tutta la partita dell’autonomia differenziata è andata avanti finora.
E’ poi fondamentale ed urgente che i Comitati di scopo che si sono costituiti e si stanno costituendo dal nord al sud del Paese si incontrino e coordinino per discutere come affrontare e rilanciare la nostra istanza.
Proponiamo pertanto che l’assemblea del 29 settembre comprenda due momenti: il primo, di formazione, approfondimento, conoscenza, in particolare sul “modello Emilia-Romagna” e sui LEP; il secondo, di confronto tra i Comitati di scopo e le associazioni per rilanciare la battaglia. 
Per raggiungere il nostro scopo, che ci unisce, non arretreremo di un millimetro dinnanzi al nuovo governo: chiederemo anche a questo, come al precedente, di ritirare qualunque Autonomia Differenziata, di fermare qualunque passo che vada nella direzione della divisione del Paese.
Pregando i rappresentanti dei comitati locali e i singoli che volessero intervenire di far pervenire il prima possibile notifica della propria partecipazione in modo che si possano organizzare gli interventi nella maniera più funzionale e rispettosa dell’ordine, nonché provvedere al pasto; ricordando a tutti che la riuscita della nostra assemblea – che tutti auspichiamo – rappresenterebbe un passo molto importante per la costruzione e l’allargamento del nostro coordinamento di scopo,
Vi aspettiamo a Roma, domenica 29 settembre, al Liceo Tasso, Via Sicilia 168, alle ore 10: il tempo stringe, acquistate il biglietto!

Il Comitato nazionale per il ritiro di qualunque autonomia differenziata

Comunicazione n. 5 del Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Comunicazione n. 5

Comunicazione n. 5 

del Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

L’imprevista tempesta che ad agosto ha investito l’Esecutivo gialloverde e il Paese e il repentino cambiamento di scenario politico – e persino di Governo – non deve distoglierci dal nostro obiettivo, che – nonostante il cambiamento – rimane purtroppo all’ordine del giorno e di piena attualità ed urgenza.

Se l’allontanamento della lega dal Governo potrebbe lasciare  immaginare un minor pressing  sul tema dell’autonomia differenziata,   le dichiarazioni che i due principali protagonisti del nuovo Esecutivo hanno rilasciato  rilanciano prepotentemente il tema dell’autonomia differenziata in chiave soft: quella che Zingaretti chiamò “responsabile” e che Di Maio ha chiamato “solidale“; nulla che scongiuri futuri e ulteriori passi lungo un percorso che, una volta imboccato, avrebbe conseguenze imprevedibili e difficilmente reversibili.

Una versione – quella peraltro contenuta nella bozza di intesa dell’Emilia Romagna,  che fa parte delle 3 pre-intese firmate nel 2018 dal Governo Gentiloni – apparentemente meno aggressiva rispetto a quelle di Zaia e Fontana, ma non meno pericolosa; ad una minore voracità e ingordigia da parte del presidente Bonaccini corrispondono comunque rischi altrettanto gravi rispetto a quelli che paventavamo leggendo le pre-intese di Veneto e Lombardia: un’insidia per l’interesse generale e l’esigibilità dei diritti per tutte/i, per la coesione del Paese, per la tutela delle conquiste dei lavoratori, per l’integrità di alcuni fondamentali principi costituzionali. I nostri futuri interlocutori non avranno la sfrontatezza e l’aggressività di Salvini, ma sembrano convergere su un progetto che disunisce il Paese e – perciò – mina l’uguaglianza dei diritti.

Abbiamo pertanto inviato ai segretari dei partiti che stanno elaborando un programma “in forte discontinuità”, sulla base del quale  si accingono a formare il nuovo Governo, il documento finale dell’assemblea del 7 luglio;  sottoscritto da 120 associazioni, sindacati e partiti, dichiara la nostra radicale avversione ad ogni forma di autonomia differenziata.

Stiamo poi lavorando alla costruzione dell’assemblea di domenica 29 settembre: un appuntamento tanto più importante perché cadrà in una fase in cui il nuovo Governo starà muovendo i primi passi. Pensiamo che in quell’occasione, oltre ad interventi qualificati di editorialisti e studiosi che in questi mesi hanno avversato l’autonomia differenziata,  i comitati locali di scopo debbano avere una funzione fondamentale: a loro crediamo giusto e importante  lasciare per primi la parola, per raccontare iniziative, esperienze, proposte.

Invitiamo pertanto tutti a convocare assemblee locali prima di quella data, e a non lesinare energie su un lavoro di coinvolgimento e di diffusione delle nostre attività e delle nostre istanze.

L’orario sarà il medesimo (10\16,30) dell’assemblea di luglio; nei prossimi giorni vi comunicheremo sede e programma dei lavori; una partecipazione significativa rappresenterà un iniziale monito al nuovo governo: siamo e continuiamo ad essere contro ogni autonomia differenziata.

Buon lavoro a tutte/i

Comitato provvisorio Per il ritiro di qualunque Autonomia Differenziata

Comunicazione n. 4 del Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Comunicazione n. 4

Comunicazione n. 4 

del Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Quando abbiamo scritto l’ultimo comunicato, circa 3 settimane fa, la situazione era grave e confusa. Oggi è grave e molto confusa. La crisi di governo, subentrata la scorsa settimana, ha certamente prodotto un effetto immediato: un rallentamento sicuro – nel clima da campagna elettorale e poi, se inauspicabilmente vi si dovesse arrivare, nella fase del voto e della formazione del governo – di quella clamorosa aggressione all’unità statale, al principio di uguaglianza e ai diritti dei lavoratori che è l’autonomia differenziata. Ma creerebbe, se le condizioni politiche non dovessero mutare, il rafforzamento di quelle pulsioni trasversali – ma precipuamente leghiste – che hanno portato agli ultimi, drammatici atti sul tema del regionalismo differenziato.

Le parole del ministro dell’interno, di intonazione totalitaria, sono gravemente eversive della democrazia costituzionale. Le forze che si sono aggregate rifiutando qualsiasi regionalismo differenziato, riconoscendosi nelle conquiste della Costituzione repubblicana e antifascista, hanno oggi il comune obiettivo di difendere l’unità della Repubblica, sostenere  la democrazia e battersi contro ogni ipotesi di separatismo.

E’ per questo che, dopo la grande assemblea del 7 luglio, vi proponiamo una visione lunga di prospettiva: rafforziamo il grande lavoro che abbiamo realizzato durante l’estate; moltiplichiamo i comitati locali; adoperiamoci infaticabilmente affinché l’informazione e la formazione sui temi dell’autonomia differenziata crescano e si diffondano; tutto ciò, considerando anche la recente bozza di intesa della regione Piemonte, elaborata sulla falsariga di quella del Veneto: una pretesa aggressiva ed intransigente di autarchia normativa e di declinazione di diritti sociali e civili autonomi da parte degli organi regionali.

La campagna elettorale che verrà – se verrà – non deve distoglierci dall’impegno che ci siamo assunti, che è esso stesso una campagna contro le forze eversive, razziste, autonomiste di questo Paese. Per questo, comunque andranno le cose, chiediamo a tutte/i il massimo impegno per:

  1. Diffondere l’appello e chiedere adesione di quanti più soggetti rappresentanti forze democratiche, allargando così la compagine di chi rifiuta ogni autonomia differenziata;
  2. Continuare nell’opera di costituzione di comitati locali, organizzando iniziative, non stancandoci di spiegare la costanza delle nostre ragioni;
  3. Cominciare appena possibile a produrre materiale agile per la diffusione delle nostre istanze;
  4. Impegnarci tutte/i per la riuscita dell’assemblea del 29 settembre, che si terrà a Roma.

Buon Ferragosto e buon lavoro a tutte/i noi

Comitato provvisorio Per il ritiro di qualunque Autonomia Differenziata

Dopo gli annunci del governo: Dichiarazione del Comitato Nazionale provvisorio

Dichiarazione Comitato provvisorio210719

Dichiarazione del Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata a seguito degli annunci del governo del 19 luglio

Il 19 luglio il Presidente del Consiglio ha annunciato al Paese un accordo del Consiglio dei ministri per arrivare a concedere alle Regioni che ne hanno fatto richiesta l’Autonomia differenziata. Nello stesso tempo, lo stesso Presidente ha dichiarato che la scuola “è salva”, precisando che non ci saranno assunzioni regionali, né differenziazioni di programmi o stipendi.

Di che cosa si tratta esattamente? Al momento nessuno può saperlo con precisione.

Infatti, come in tutti questi mesi e com’è avvenuto in particolare con le bozze di Intese Stato-Regioni, anche il contenuto di quanto dichiarato dal governo non trova riscontro in nessun documento ufficiale e preciso, che possa indicarci esattamente quali punti delle richieste delle Regioni siano stati accolti e quali no. Tutto si muove dunque sul terreno della propaganda, della vaghezza, degli allarmi e dei contro-allarmi.

Ciò è inaccettabile per un Paese democratico, per una materia di questo tipo, per le conseguenze che potrebbe avere sull’unità della Repubblica.

Da parte nostra non possiamo dunque che limitarci per il momento a porre alcune questioni precise che, tuttavia – chiariamolo subito – vanno nel senso di rafforzare la battaglia per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, di non abbassare la guardia, di non dirsi per nulla “soddisfatti”.

La scuola

Prendiamo per buono che le assunzioni dei docenti avvengano ancora su base nazionale. Ma il punto che prevedeva il passaggio delle “disposizioni generali in materia di istruzione”alle Regioni è stato cancellato? Il punto che prevedeva di integrare con contratti regionali la contrattazione nazionale è stato cancellato? Il punto che prevedeva il passaggio dell’Istruzione professionale (dunque tutti gli Istituti Professionali ora statali e forse gli Istituti tecnici) alle Regioni è stato abrogato? Il punto che prevedeva di poter “integrare” gli organici nazionali con assunzioni regionali è stato cancellato?

Tutte le dichiarazioni del governo non dicono una parola su questi aspetti.

Il minimo che si possa concludere è che le “assunzioni che restano allo Stato” potrebbero rappresentare non tanto un “successo”, quanto un Cavallo di Troia della propaganda per far passare tutto il resto, infine, svuotando a poco a poco i contratti nazionali con quelli regionali e le assunzioni integrative regionali, arrivare anche a liquidare le assunzioni statali, o almeno a ridimensionarle di molto, introducendo un sistema duale di reclutamento e retribuzione dei lavoratori micidiale.

Le altre materie

Tutte le altre materie oggetto dei progetti di Autonoma differenziata verrebbero confermate: sanità, infrastrutture, ambiente, trasporti, beni culturali …

Ora, non c’è dubbio che la scuola è il settore dove le reazioni contrarie all’Autonomia differenziata sono state più forti e più nette. Ma proprio dal mondo della scuola è giunto prima l’allarme e poi l’appello alle altre categorie per mobilitarsi per il ritiro di “qualunque” Autonomia differenziata, in tutti i settori.

Il motivo di ciò è duplice, come abbiamo sempre spiegato:

  • l’Autonomia differenziata viene messa in piedi per liquidare, privatizzare, attaccare tutte le conquiste e i diritti democratici e sociali del Paese. Il Sud sarebbe il più colpito nell’immediato, ma tutti lo sarebbero e fin da subito. Nella nostra Assemblea del 7 luglio abbiamo ascoltato con chiarezza, per esempio, cosa significherebbe l’Autonomia per la sanità, peraltro già in parte regionalizzata: un salto nel buio verso la privatizzazione, le assicurazioni, l’impossibilità di curarsi per milioni di cittadini. Ciò che oggi si vede con le liste di attesa e con i ricchi che possono curarsi mentre i lavoratori e i poveri possono morire verrebbe moltiplicato per mille. Ora, chi può pensare che questo sia un problema di chi lavora nella sanità e non tocchi invece tutti? Chi può pensare che gli insegnanti possano gioire di un simile disastro? Chi può pensare che la liquidazione, per esempio, della manutenzione delle strade in una parte del Paese possa non riguardare i cittadini di un’altra parte o l’economia generale? Forse i cittadini di una Regione o i dipendenti della scuola possono essere “tranquilli” se in un’altra i tagli deifondi per la manutenzione delle strade portano a far crollare un ponte, o a far franare colline e montagne, o a far straripare fiumi, o a svendere il territorio alla malavita? Come scriviamo nell’Appello ai sindacati, “Chi può pensare di salvarsi da solo?”;
  • se anche un settore (scuola) venisse preservato, in parte o totalmente, dalla prima ondata di Autonomia differenziata, il processo che verrebbe avviato trascinerebbe ben presto anche quel settore nel vortice distruttivo.

L’Autonomia differenziata è infatti un processo di disgregazione dello Stato e di divisione della Repubblica dalle conseguenze pericolosissime e incalcolabili: accettarne l’avvio, più o meno marcato, vuol dire accettare di far comunque i primi passi verso il disastro, innescando dinamiche che diventerebbero via via ed esponenzialmente più gravi.  Un processo che implica – nell’attacco sincronico a 23 materie che corrispondono a elementi fondamentali della nostra vita quotidiana – la frammentazione dal patrimonio immateriale (la scuola, l’università, la ricerca) a quello materiale (le infrastrutture, strade, autostrade, aeroporti).

Le parole utilizzate in questi giorni sono l’indice più evidente della gravità della situazione: è infatti entrato nel gergo comune che esista una “trattativa Stato-Regioni”. Da quando lo Stato e le Regioni sono due entità istituzionali distinte che “trattano”? Chi può accettare una simile logica? Dove ci porta?

Per tutti questi motivi noi, Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, diciamo chiaramente: attenzione, gli annunci del governo possono diventare una vera e propria trappola.

Il governo si è accorto che la mobilitazione sta salendo in tutto il Paese: da una parte, i continui, illuminanti interventi di editorialisti che hanno fatto di questo tema il centro della propria attenzione (Villone, Viesti, Esposito e altri); dall’altra  l’Assemblea del 7 luglio e la prima costituzione dei Comitati di scopo. Di fronte a ciò, l’esecutivo ha annunciato di espungere parzialmente un elemento dall’Autonomia differenziata. Ma l’obiettivo finale resta identico, il pericolo intatto.

Per questo, più che mai, è necessario unirsi e mobilitarsi per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata. Questo è il nostro scopo, questo è l’obiettivo dei Comitati di scopo che abbiamo lanciato il 7 luglio.

Più che mai è il momento di costituirli, più che mai è il momento di esercitare implacabilmente la nostra vigilanza democratica e di organizzarsi dappertutto nel Paese!

Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

20 luglio 2019

 

 

Comunicazione n. 2 del Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Comunicazione n. 2

1) La discussione e la negoziazione sul tema dell’Autonomia in Consiglio dei ministri hanno subito una battuta d’arresto, frutto da una parte delle contraddizioni interne su un tema così delicato, dall’altra della capacità che stiamo avendo – come forze democratiche – di non rassegnarci al silenzio che hanno in tutti i modi cercato di imporre sul tema e di non rinunciare alla affermazione del nostro fermo ripudio di qualsiasi autonomia differenziata.

Consapevoli che le nostre forze non sono ancora tali da poter fronteggiare ed evitare definitivamente il passaggio di questo provvedimento scellerato, e certi che l’attuale fase di stallo non significhi la rinuncia da parte di governo e regioni ad andare avanti sul tema Autonomia differenziata, siamo ben consapevoli che occorre farsi trovare pronti alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva.

VI INVITIAMO PERCIO’, QUALORA ANCORA NON LO  AVESTE FATTO, A RENDERVI DISPONIBILI A FARE DA REFERENTE PER LA VOSTRA LOCALITA’, AFFINCHÉ DA SUBITO CHIUNQUE SIA INTERESSATO ABBIA UN RIFERIMENTO Per INFORMAZIONI E/O RENDERSI DISPONIBILE; solo attraverso una capillare presenza territoriale potremo essere in grado di rendere i territori stessi destinatari, promotori, organizzatori di una informazione capillare presso la cittadinanza, ancora in larga parte ignara di quanto altrove si sta decidendo.

2) Ancora nella logica dell’allargamento della nostra azione politica, come ci è stato chiesto da alcuni comitati già formati e come ci è sembrato opportuno fare, considerate le prospettive di coinvolgimento dei territori che una simile iniziativa potrebbe configurare, ci siamo messi a lavorare sulla redazione di una bozza di odg da presentare presso i Consigli comunali dei comuni in cui ciascuno di noi vive ed opera. La bozza configurerà la sintesi della posizione condivisa che è emersa nel corso dell’assemblea del 7 luglio per il ritiro di qualunque autonomia differenziata. Contiamo, nel giro di pochi giorni, di inviarvi questo materiale, affinché possiate condividerlo, modificarlo secondo le necessità e condizioni del territorio in cui vivete, proporlo alla ripresa dell’attività del consiglio comunale, usarlo per una serrata interlocuzione con i consigli comunali del territorio.

3) Come già annunciato, abbiamo spedito all’indirizzo dei 945 parlamentari dell’attuale legislatura la mail che avete già vista pubblicata. A una settimana dalla spedizione sono giunte due risposte: una di un parlamentare leghista, Igor Iezzi, che ci rassicura che l’autonomia andrà avanti; e una di Riccardo Nencini (gruppo misto, PSI, Senato) che ci dichiara sostegno. In un senso o nell’altro, questo è il segnale di una distanza abissale tra i parlamentari di tutti i gruppi e gli elettori che essi hanno il mandato di rappresentare.

Rimaniamo in attesa delle risposte delle segreterie dei sindacati, cui abbiamo inviato la richiesta della organizzazione di una grande manifestazione per il ritiro di ogni autonomia differenziata.

4) Indirizzi

https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/  è l’indirizzo del blog che abbiamo attivato. Speriamo di poterlo riempire di contenuti anche grazie alla vostra collaborazione. Il blog è raggiungibile anche dalla sezione informazioni della pag Facebook https://www.facebook.com/Contro-ogni-Autonomia-Differenziata-2288414771234513/)

Buon lavoro a tutte/i noi
Comitato provvisorio Per il ritiro di qualunque Autonomia Differenziata

Ritiro dell’Autonomia differenziata: il Comitato Nazionale al lavoro

Il Comitato Nazionale provvisorio costituito a Roma il 7 luglio al termine dell’Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata si è confrontato su come rilanciare la lotta ed ha approvato un primo comunicato.

Comunicato n. 1 del Comitato Nazionale provvisorio

Carissime/i,

nei giorni immediatamente seguenti alla assemblea del 7 luglio, l’Esecutivo ha messo in programma una serie di incontri sul tema della Autonomia Differenziata.
Non c’è tempo da perdere e non possiamo pensare che la riuscita dell’assemblea ci metta al riparo da colpi di mano repentini. Bisogna procedere rapidamente, concretizzando quanto ci siamo detti domenica e impedendo all’estate di interrompere la nostra attività.

1) Costituzione dei comitati locali: stanno cominciando a formarsi in diverse zone del Paese. Raccomandiamo a tutte/i di darci comunicazione quanto prima della presenza di un comitato, del relativo referente, cominciando magari in poche persone, ma con la ferma volontà di allargare il numero degli aderenti. Sui siti http://lipscuola.it/blog/ e http://manifestodei500.altervista.org/ potrete trovare sempre aggiornate le adesioni all’appello: da quella base, ciascuno di voi, nella propria realtà territoriale, potrà contattare i rappresentanti dei soggetti che hanno aderito altrove o a livello nazionale e con essi cominciare a formare il comitato, ricordando sempre che il contrasto a qualsiasi forma di autonomia differenziata in qualsiasi settore è il nostro obiettivo e lo scopo della costituzione dei comitati stessi. La costruzione di iniziative, assemblee, volantinaggi, mobilitazione, informazione delle persone sul tema dell’autonomia regionale dovrebbe orientare l’attività di ciascun comitato, a partire dall’inizio di settembre, in previsione dell’assemblea che si terrà il 29 settembre.

2) Entro domani invieremo ai segretari nazionali di tutti i sindacati, chiedendo contestualmente un incontro urgente con loro, l’appello condiviso in assemblea perché: “non c’è un minuto da perdere, lanciate tutti insieme l’appello per portare centinaia di migliaia di persone in manifestazione a Roma, nell’unità di tutte le sigle, per il ritiro dell’Autonomia differenziata”

3) Abbiamo allestito una pagina FB (https://www.facebook.com/Contro-ogni-Autonomia-Differenziata-2288414771234513/) che vi chiediamo di condividere con i vostri contatti e stiamo lavorando alla costruzione di un sito che conterrà i materiali, l’elenco mano a mano aggiornato dei comitati locali  e dei contatti di riferimento, la pubblicizzazione delle vostre iniziative; nella convinzione che comunicazioni ed informazioni serrate tra noi e tra noi e gli altri, quelli che ancora non sono informati del pericolo imminente, siano fondamentali

4) Abbiamo inviato una mail a tutte/i le/i parlamentari, che contestualmente ciascuno di voi ha ricevuto.

5) Occorre rilanciare l’appello a tutte le forze democratiche del Paese affinché le attuali 120 adesioni circa si moltiplichino. In questo senso, preghiamo ciascuno di voi di aiutarci diffondendo, invitando e informando quante più persone e soggetti dei nostri comuni attività ed impegno.

Buon lavoro a tutti noi
Comitato provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Comunicato n. 1