Giù le mani dalla scuola!

Vogliono fare alla scuola quello che hanno fatto alla sanità?

Giù le mani dalla scuola! 

Il 12 maggio è apparso un articolo su Orizzonte Scuola secondo il quale il lavoro della “task force” del Ministero prevederebbe “più docenti o surrogati”. Avete letto bene: “surrogati”! 
L’articolo spiega: “Nelle intenzioni ci sarebbe … …

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Giù le mani dalla scuola!

Lettera urgente al Ministro Azzolina

Comitato 22 marzo per la difesa della Scuola Pubblica-LipScuola-Manifesto dei 500-Partigiani della scuola pubblica-Scuola Bene Comune

 Lettera urgente al Ministro dell’Istruzione

 No a qualunque annuncio prematuro sulla conclusione dell’anno scolastico

Non si può portare un simile colpo al lavoro dei docenti e ai diritti degli alunni

Egregio Ministro,

sappiamo dai media che in queste ore il suo Ministero e il Governo si apprestano a prendere una decisione in merito alla conclusione dell’anno scolastico.

Abbiamo anche sentito che s’ipotizza una promozione per tutti gli allievi, con o senza esami di terza media e di maturità, più o meno parziali.

Una tale decisione annunciata in questo momento sarebbe prematura e rappresenterebbe un ulteriore attacco alla scuola e al lavoro che gli insegnanti stanno facendo con grande spirito di attaccamento agli allievi e ai loro diritti.

La cosiddetta “scuola a distanza” non è e non può essere la scuola della Repubblica, quella dell’art. 3 della Costituzione, che presuppone al contrario un quadro non solo di uguaglianza dei diritti, ma più precisamente di “rimozione” di tutto ciò che ostacola questa uguaglianza.

Oggi – contrariamente a quanto da lei affermato – ciò non è possibile perché non esiste un quadro di obbligo e controllo sulle frequenze, quadro che d’altra parte sarebbe improponibile non solo per le enormi differenze di dotazioni e di conoscenze tecnologiche delle famiglie, ma anche perché nelle case si vivono situazioni diverse e spesso drammatiche, di sofferenza sanitaria e sociale, di preoccupazione e gestione che non permettono di ricostruire a distanza quel contesto di edifici, campanelle, banchi, cattedre, orari, programmi attraverso il quale tutti gli allievi vengono giustamente sottratti al loro ambiente per essere immessi in un altro, uguale per tutti. Oggi, viceversa, gli allievi sono più che mai sottoposti ai limiti del contesto in cui vivono.

Nondimeno, i docenti, con il loro lavoro e il loro impegno, stanno cercando con fatica di avvicinarsi il più possibile alla scuola della Repubblica, stante la situazione, e di assicurare un quadro d’emergenza.

Per farlo, sempre contrariamente a quanto lei ha affermato con le sue Note, hanno bisogno prima di tutto della libertà d’insegnamento, perché oggi più che mai non esistono ricette, non esistono “didattiche a distanza” valide e altre no, non esistono prescrizioni di cosa sia o non sia possibile fare. Ogni situazione va valutata caso per caso, situazione per situazione, strumento per strumento, con il solo fine di mantenere la relazione educativa e l’opportunità di perdere meno istruzione e formazione per il maggior numero di allievi possibile.

Ma per fare questo, i docenti e le scuole hanno anche bisogno di mantenere il più possibile un quadro che non demotivi gli allievi, specialmente quelli delle fasce più deboli.

Oggi più che mai si dimostra come la scuola della Repubblica necessiti di valutazione del lavoro degli allievi e di esami uguali per tutti, su tutto il territorio nazionale.

Ora, se è comprensibile che ciò venga in parte meno nella situazione grave nella quale ci troviamo e che quindi anche il Ministero possa essere eventualmente, infine, portato ad adottare decisioni eccezionali, sarebbe invece completamente incomprensibile se queste decisioni venissero assunte già ora.

Prima di tutto perché si deve tentare fino all’ultimo di preservare il preservabile, ma specialmente perché ciò determinerebbe un “liberi tutti” che sarebbe nello stesso tempo un attacco micidiale al diritto allo studio e un colpo alla schiena alle centinaia di migliaia di docenti che stanno facendo di tutto per garantirlo, pur nelle condizioni in cui lavorano.

Già in queste ore, a seguito degli annunci dei media, ci troviamo di fronte a situazioni incresciose di disimpegno e di irrisione dei docenti. Non abbiamo bisogno di provvedimenti prematuri e ingiustificati che rafforzerebbero questo disimpegno e rappresenterebbero pertanto un messaggio profondamente sbagliato sia sul piano pedagogico sia su quello culturale.

Per questo le chiediamo di evitare annunci di questo tipo e, al contrario, di dare valore a ciò che stanno facendo le scuole con grandi difficoltà.

Le associazioni promotrici, 4 aprile 2020

Didattica a distanza – Posizione comune

Posizione congiunta

Pubblichiamo la “Posizione congiunta” sulla Didattica a distanza che come “Manifesto dei 500” abbiamo approvato insieme a diverse associazioni di difesa della scuola pubblica.

Vi invitiamo a farla circolare tra i vostri contatti nelle scuole, in un momento nel quale si stanno moltiplicando le forzature, le invasioni di campo della libertà d’insegnamento, le diseguaglianze nel diritto all’istruzione, in primis a causa delle Note ministeriali per le quali non si può che concordare con quanti ne hanno chiesto il ritiro.

In un momento difficile come quello che viviamo, mantenere i rapporti, le discussioni, possibilmente difendersi o comunque resistere a queste forzature è fondamentale per l’oggi e per il domani.

Alcune lezioni evidenti sull’Autonomia differenziata dall’epidemia del Coronavirus

“Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica e la rimozione delle diseguaglianze”

Il “Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica e la rimozione delle diseguaglianze” si unisce a tutti gli inviti giunti dalla comunità scientifica e dalle istituzioni della sanità a rispettare scrupolosamente le misure di contenimento della diffusione del corona virus.

Nella situazione preoccupante d’emergenza che si è determinata registriamo come diverse voci sia siano sollevate per sottolineare l’importanza di una gestione centralizzata e unitaria della crisi. Alcune di queste voci hanno anche messo in evidenza i problemi creati da un sistema sanitario che è già ampiamente regionalizzato e frammentato. Walter Ricciardi, docente di Igiene alla Cattolica e membro del Comitato esecutivo OMS ha sottolineato: “…la mancanza di una linea di comando unica a fronte di una frammentazione regionale…” e che mentre  “Francia e Gran Bretagna hanno una linea unica, condivisa su tutto il territorio, l’Italia ha invece una linea declinata dalle regioni”, aggiungendo che per fronteggiare il rischio epidemia sono necessarie “scelte adeguate dal punto di vista dell’evidenza scientifica, in modo tempestivo e coordinato su tutto il territorio nazionale”.

Aggiungiamo che negli ultimi venti anni è venuto meno un serio lavoro di prevenzione, che la Sanità pubblica è stata trascurata mentre, in particolare nelle regioni più colpite, si è favorita la sanità privata (in questo momento del tutto latitante), che il Servizio Sanitario Nazionale è stato drammaticamente definanziato con fortissimo depauperamento di personale e mezzi. Tutto ciò sta costringendo lavoratori e lavoratrici a turni massacranti.

Sta emergendo ora la scarsità di attività di educazione sanitaria e prevenzione da parte delle regioni: se si considerano i dati vaccinali degli ultimi anni per l’influenza stagionale, essi sono di gran lunga al di sotto del minimo vaccinale (75%) necessario per ridurre complicanze e mortalità nella categoria esposta degli ultra 65enni. Tra l’altro le regioni dove le vaccinazioni sono tra le più basse sono proprio la Lombardia e il Piemonte (dopo la provincia di Bolzano che ha la copertura peggiore).

Il Coronavirus è una malattia zoonotica così come la maggior parte delle malattie infettive che colpiscono la nostra specie, e come saranno quelle con cui avremo a che fare negli anni a venire, anche a causa delle variazioni indotte dai cammbiamenti climatici.

Da qui l’importanza di non sottovalutare la diffusione delle malattie infettive mettendo in atto un sistema di interventi che coordini sanità e prevenzione animale ed umana, la interdisciplinarità delle professioni sanitarie, l’igiene e la tracciabilità degli alimenti, e tutto ciò che previene l’emergere delle patologie, anzichè dover intervenire quando la malattia è conclamata.

La regionalizzazione della Sanità ha portato inoltre al depotenziamento degli organi centrali come il Ministero della Sanità e l’Istituto Superiore di Sanità, che, soprattutto nei primi giorni, hanno mostrato lacune nella comunicazione e sono stati quasi sopravanzati dal prevalere delle dichiarazioni dei Presidenti delle regioni e dall’informazione dei media. Quest’insieme ha prodotto confusione e poca trasparenza provocando un vero e proprio stato di eccezione, con gravi limitazione dei movimenti e una sospensione del normale funzionamento delle condizioni di vita e di lavoro in intere regioni.

In campo sanitario si è già andati fin troppo lontani con la regionalizzazione, un solo altro passo potrebbe essere fatale.

Questa vicenda oltre a dimostrare l’assoluta necessità di fermare ogni processo di Autonomia differenziata per quanto riguarda la sanità, dimostra altresì come tutte le altre materie per le qual si richiede maggiore autonomia possano andare incontro a problemi enormi. Infrastrutture, energia, istruzione, ambiente, beni culturali…: c’è bisogno di disastri per capire che nulla può essere regionalizzato?

Più che mai ci rivogliamo al governo, al Ministro della Sanità, ai parlamentari, agli eletti nelle Regioni: fermatevi prima che sia troppo tardi!

Le richieste delle Regioni, la Legge quadro, le ipotesi di Intese vanno ritirate!

L’Esecutivo del Comitato Nazionale, 27 febbraio 2020

17 marzo: una delegazione sarà ricevuta dal Ministro Boccia

DichiarazioneEsecutivo150220

Proprio mentre si moltiplicano le voci su un nuovo possibile testo del progetto di Legge quadro per l’Autonomia differenziata, il ministro ha finalmente risposto alla richiesta di ricevere una delegazione del “Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata” e ha fissato l’incontro per il prossimo 17 marzo.

Pubblichiamo la dichiarazione che il Comitato Nazionale ha approvato sabato scorso, 15 febbraio, che fa il punto della situazione, partendo proprio dall’importanza di questo incontro.

Più che mai, ritiro della Legge Quadro, No all’Autonomia differenziata

Appello ritiro Legge quadro

Dichiarazione delegazione di Torino

I presidi che si sono tenuti in tutta Italia dal 16 al 22 gennaio sono stati un altro momento molto importante di mobilitazione per il ritiro dell’Autonomia differenziata. Molti presidi si sono conclusi con delegazioni ai prefetti o ai consigli regionali. La base di questi incontri è stata l’Appello per il ritiro della Legge Quadro, lanciato dal Comitato Nazione per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata insieme alla Rete dei numeri pari.

Come a dicembre con la “Staffetta per l’unità della Repubblica e i diritti uguali per tutti”, dal nord al sud del Paese i presidi hanno rappresentato la volontà di battersi contro una divisione artificiale, che nessuno vuole, e che se raccoglie qualche consenso è solo perché un silenzio quasi totale sull’argomento impedisce ai cittadini di conoscere ciò che si prepara.

Invitiamo tutti a visitare il sito perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata nel quale sono publicate le foto dei presidi che hanno attraversato l’Italia.

Da parte nostra pubblichiamo la dichiarazione della delegazione di Torino che è stata ricevuta dal capo di gabinetto del Prefetto e l’Appello per il ritiro della Legge Quadro.

Da oggi, presidi al via in tutta Italia

Volantino Torino

Sono partiti oggi in tutta Italia i presidi e i sit-in davanti alle Prefetture e alle Regioni, per il ritiro della Legge Quadro e di qualunque progetto di Autonomia differenziata.
Pubblichiamo il volantino del Presidio di Torino di lunedì prossimo che si terrà a partire dalle 17 davanti alla Prefettura (Piazza Castello 201).
Fin d’ora il Prefetto ha annunciato che riceverà una delegazione.
Vi invitiamo dunque d essere presenti per costruire insieme il successo dell’iniziativa.
Partecipate alle iniziative delle vostre città, consultate il sito perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata per conoscere luoghi e orari! 

Presidi e sit-in in tutta Italia: NO alla Legge Quadro sull’Autonomia differenziata!

Nei prossimi giorni si svolgeranno in diverse città italiane, su iniziativa del Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, presidi e sit-in davanti alle Regioni e/o alle Prefetture per manifestare l’opposizione generale al processo in atto e più in particolare alla Legge Quadro che il governo ha presentato (*), che vorrebbe approvare in tempi brevi e che, lungi dal porre un freno ai pericoli più grandi dell’autonomia differenziata, di fatto aprirebbe le porte ai peggiori scenari che in questi mesi abbiamo denunciato. 

Sul sito perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata potete trovare l’elenco delle iniziative nelle diverse città, elenco che viene aggiornato quotidianamente man mano che altri presidi o siti si aggiungono.  

A Torino, dove come “Manifesto dei 500” siamo più presenti, il Presidio si svolgerà lunedì 20 gennaio, davanti ala Prefettura (piazza Castello 201). 

Invitiamo tutti i nostri contatti ad essere presenti. 

Vi aspettiamo in tutte le piazze, rilanciamo la mobilitazione, per fermare il disastro che l’Autonomia differenziata annuncia e del quale nessuno parla!

(*) Il commento alla Legge Quadro si può trovare sul nostro sito alla pagina del 21 novembre 

Staffetta per l’unità della Repubblica in tutto il Paese!

Volantino Staffetta

Si sta svolgendo in questa settimana, in tutta Italia, l’annunciata “Staffetta per l’unità della Repubblica e i diritti uguali per tutti”, promossa dal Comitato Nazionale per il ritro di qualunque Autonomia differenziata. 

Da Brescia a Catania, da Torino a Bari, da Padova a Roma, passando per tante città di tutto il territorio, si stanno svolgendo fino a sabato prossimo volantinaggi, incontri con la popolazione, lezioni pubbliche, assemblee per sensibilizzare i cittadini attorno ad un tema che i due ultimi governi hanno largamente nascosto al dibattito e che, per quel poco che è stato oggetto di informazione, è stato presentato in modo alquanto distorto e inesatto. 

Per esempio a Torino, ieri, il volantinaggio e la raccolta firme si sono tenuti durante la manifestazione delle cosiddette Sardine che ha visto la partecipazione di 50.000 persone. 

Moltissimi presenti, leggendo il volantino, si sono scandalizzati per ciò che si prepara e per il silenzio attorno a questo attacco micidiale.

Sempre a Torino, un secondo momento di mobilitazione sarà in occasione della manifestazione per il lavoro di CGIl-CISL-UIL di venerdì sera (ore 20, piazza Arbarello).

Al di là di Torino, dove il M500 è più presente, potete prendere visione delle iniziative della Staffetta nelle altre città sul web (perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata) o sulla pagina FB (Contro ogni Autonomia Differenziata).

L’adesione della FLC-CGIL nazionale, giunta in giorni scorsi, rafforza questa Stafffetta e sottolinea il momento grave al quale siamo confrontati. 

A tutti lanciamo l’invito: consultate il web e la pagina FB, partecipate alla Staffetta nella vostra città, scaricate il volantino e diffondetelo nei luoghi di lavoro, nelle assemblee, nei vostri Comuni!

Legge Quadro Autonomia differenziata: il nuovo governo svela il suo volto, uguale al precedente!

Dichiarazione Legge quadro AD

L’8 novembre il ministro Boccia ha presentato una bozza di Legge Quadro “per l’attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia”, ai sensi dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione.

Il “Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata” ha approvato la dichiarazione che pubblichiamo, che analizza questa bozza di Legge quadro e dimostra, punto per punto, come essa non solo non metta al riparo dai pericoli dell’Autonomia, ma apra proprio la strada ad essi.

La Dichiarazione rilancia la “Staffetta per l’unità della Repubblica e dei diritti uguali per tutti” come prima iniziativa di mobilitazione, dal 9 al 14 dicembre (la Staffetta era già stata decisa dal Comitato riunito a Roma il 9 novembre).

Vi invitiamo a leggere la Dichiarazione, a diffonderla e a organizzare in tutte le città, con i comitati di scopo, questo primo momento di mobilitazione.