In 200 alla Conferenza Nazionale! Una nuova prospettiva si apre

In 200, da 17 province, alla Conferenza Nazionale!
Una nuova prospettiva si è aperta

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200 insegnanti, docenti universitari, dirigenti scolastici, genitori, personale ATA hanno partecipato sabato scorso a Torino alla “Conferenza Nazionale per l’abrogazione della legge 107 e la riconquista di una scuola che istruisce”.

Questi 200 sono venuti da ben 16 province, dal nord al sud del Paese, da est a ovest: un successo che va ben oltre ciò che ci eravamo prefissati nel lanciare a marzo la proposta della Conferenza!

Al termine i partecipanti hanno firmato in massa la Dichiarazione Conferenza Nazionale che costituisce un Comitato di collegamento ed assume due prime iniziative concrete:

  • una delegazione al nuovo governo,appena ci sarà, per l’abrogazione della 107;
  • istituire una redazione nazionale di una rivista semestraledi analisi, libero scambio e cassa di risonanza delle tante iniziative, da pubblicare in formato libro cartaceo e e-book e diffondere nelle scuole, nelle università e tra i cittadini legati alla scuola pubblica statale. Il primo numero di questa rivista conterrà il resoconto integrale degli interventi della nostra conferenza.

Se 200 sono venuti da tutta Italia, un sabato pomeriggio di maggio, a loro spese, senza nemmeno la prospettiva di un attestato di aggiornamento, è evidente che nel mondo della scuola esiste e resiste la volontà di battersi contro le riforme di questi anni e contro tutte le “teorie” che ne hanno costituito il supporto e che hanno cercato di cancellare l’istruzione, la conoscenza, l’insegnamento dal vocabolario della scuola.

Ciò pone immediatamente un’altra questione: nessun governo, tanto meno nella situazione politica di questo periodo, potrebbe rifiutarsi un solo istante di abrogare la 107 se l’unità non solo delle associazioni, ma di tutti i sindacati si realizzasse attorno a questa rivendicazione precisa.

Più che mai questa unità è necessaria, più che mai ci batteremo per promuoverla.

Non c’è dubbio: questa conferenza apre una nuova fase nella battaglia per la difesa della scuola pubblica statale e dei suoi principi.

Scaricate la dichiarazione della Conferenza, fatela circolare nelle scuole, aderite al Comitato di collegamento!

“Manifesto dei 500”, 20 maggio 2018

Province presenti alla conferenza: Torino, Asti, Alessandria, Novara, Cuneo, Milano, Brescia, Verona, Padova, Trento, Treviso, Venezia, Savona, Pisa, Roma, Catania, Palermo, con messaggi di sostegno da Genova, Bologna, Viterbo, Pescara.

Dichiarazione Conferenza Nazionale 

Verso la Conferenza Nazionale – Nota n. 1

“Conferenza Nazionale
per l’abrogazione della legge 107 e
la riconquista di una scuola che istruisce” 

Nota n. 1 (Appello di invito alla pagina del 21 marzo)
Il gruppo organizzativo del “Manifesto dei 500” si è riunito il 29 marzo.

Viste le risposte positive arrivate da diverse città e da alcune associazioni all’Invito per la “Conferenza Nazionale per l’abrogazione della legge 107 e la riconquista di una scuola che istruisce”, confermiamo la convocazione della Conferenza per sabato 19 maggio, a Torino.

Per permettere al maggior numero di persone di essere presenti da più città, si propone di realizzare la conferenza dalle ore 14.30 alle 19. In questo senso, ci siamo subito attivati per bloccare una sala vicinissima alla stazione di Porta Nuova, raggiungibile in cinque minuti a piedi dal binario (Hotel Concorde, via Lagrange 47).

Per quanto riguarda i lavori, proponiamo alcuni interventi introduttivi per poi lasciare spazio ai liberi contributi.  Per la prima parte hanno già dato la loro adesione:

  • Lucio Russo, docente all’Università di Roma, fisico, filologo e storico della scienza, professore ordinario all’Università Tor Vergata di Roma
  • Edoardo Lombardi Vallauri, professore ordinario di linguistica all’Università di Roma Tre, studioso tra le altre cose del rapporto linguaggio-cervello.
  • Rossella Latempa, docente di scuola secondaria di II grado a Verona, promotrice dell’ “Appello per la scuola pubblica” lanciato nell’autunno scorso
  • Un docente francese sostenitore del “Manifeste pour la reconquête d’une école qui instruise”

In merito alla costruzione della Conferenza, nell’invitare naturalmente tutte le persone interessate a partecipare anche a titolo personale, proponiamo, là dove sia fattibile, di organizzare qualche momento di discussione nelle scuole sulla base dell’Invito inviato una settimana fa (pubblicato sul nostro sito), in modo da far conoscere l’iniziativa e coinvolgere più persone possibile, costituendo delegazioni che possano poi rendere conto di ciò che si è discusso e deciso. A Torino, in diverse scuole si svolgeranno appunto delle riunioni preparatorie.

Costruiamo la conferenza in ogni città e provincia,
venite a Torino il 19 maggio!
 

Invito a tutti gli insegnanti, i lavoratori della scuola, i cittadini legati ai valori della scuola pubblica

Il gruppo organizzativo del “Manifesto dei 500” propone a tutti gli insegnanti, i lavoratori della scuola, i genitori e i cittadini legati ai valori della scuola pubblica e della democrazia di costruire insieme una “Conferenza Nazionale per l’abrogazione della legge 107 e per la riconquista di una scuola che istruisce”.

Proponiamo di tenere questa conferenza a Torino, sabato 19 maggio.

Il titolo riassume i due assi sui quali pensiamo di riunirci, discutere e prendere iniziative.

Non è nostra intenzione addentrarci in analisi politico-elettorali, ma è evidente che il voto del 4 marzo ha decretato anche l’ennesimo rigetto della “riforma” di Renzi. Quale che sia il nuovo governo, la democrazia esige che la volontà che si era espressa nelle piazze, nel voto delle Comunali e delle Regionali, poi con la vittoria del NO al referendum costituzionale, venga finalmente tradotta nell’abrogazione immediata  di questa legge, con la conservazione di tutti i posti ad oggi esistenti.

Abbiamo sentito in questi giorni diverse forze politiche criticarla, ma mettere subito avanti altre “riforme” allarmanti o comunque, ancora una volta, calate dall’alto sulla scuola. Conosciamo già questo metodo inaccettabile che tra l’altro ha sempre portato a peggiorare la situazione. Per questo, qualunque discorso che pretenda di parlare di “sviluppo” della scuola ha una premessa: abrogare immediatamente la legge 107 per fermare i danni che sta portando. Questo provvedimento può essere adottato subito da qualunque governo, senza perdere altro tempo.

Il secondo tema è quello del supporto ideologico che in questi anni ha accompagnato l’attacco alla scuola pubblica. Parallelamente alle diverse “riforme” si è cercato di distorcere, offuscare, confondere, sminuire il ruolo fondamentale della scuola, che è quello di istruire, trasmettere cultura e farlo nel modo più universale possibile, come strumento di emancipazione, uguaglianza, progresso e democrazia.

Una grande pressione si è esercitata sulle scuole e sugli insegnanti per abbassare il livello dei programmi. Generiche e standardizzate “competenze” e la moltiplicazione di “progetti” tendono sempre più a prendere il posto dell’insegnamento sistematico delle discipline, mentre il dogma dell’“innovazione” viene assunto come un valore assoluto slegato dai contenuti culturali.  E’ lo stesso ruolo dell’insegnante ad essere ormai rimesso in causa, spinto a diventare una sorta di animatore, organizzatore, “veicolatore”, un misto tra assistente sociale e educatore che infine, con l’alternanza scuola-lavoro, accompagna i ragazzi nella sostituzione dell’istruzione con il lavoro, fino ai casi di sfruttamento che sempre più spesso si registrano. Mai si è parlato tanto di “inclusione”, ma mai come negli ultimi anni i diritti dei più deboli sono stati rimessi in causa.

Nell’ultimo periodo, finalmente, diverse voci di intellettuali, docenti universitari, insegnanti si sono levate con appelli e prese di posizione contro queste tendenze che sono certamente all’origine di molti problemi che la scuola e la società si trovano ad affrontare.

Pensiamo che sia urgente un momento di confronto e approfondimento che possa sfociare sul rilancio di iniziative in tutto il Paese.

Certamente non basterà abrogare la 107 per risolvere tutti i problemi, ma chi può pensare di affrontare le tante questioni poste se intanto non si fermano i gravissimi processi che questa legge ha innescato? Al contrario, l’abrogazione costituirebbe un punto di appoggio per chi si batte per una scuola che unisca la libertà culturale e d’insegnamento con un livello di istruzione alto per tutti.

Certi del vostro interesse, vi lanciamo dunque la proposta di realizzare questa conferenza e vi invitiamo a risponderci per cominciare a costruirla insieme.

“Manifesto dei 500”, 20 marzo 2018

Risposte, contributi, adesioni: per mail a [email protected]

Invito Conferenza Nazionale

Questo non è un vero contratto! Anzi, è pericoloso…

DichiarazioneAppelloContratto_suCCNL_Feb2018

Publichiamo la Dichiarazione che i promotori dell’ “Appello per un vero contratto” hanno approvato a seguito della sigla dell’intesa per il contratto da parte di CGIL, CISL e UIL.
Pensiamo che questo non possa essere considerato un vero contratto e che il testo contenga elementi molto gravi, in particolare la “contrattualizzazione” di una parte della legge 107, quella relativa al bonus per il “merito”. Luigi dal rappresentare uno “stop” alla “buona” scuola, questo accordo rischia davvero di avallarla, come il MIUR ha prontamente dichiarato.
Vi invitiamo a scaricare la dichiarazione, a leggerla e discuterla nelle scuole portando a conoscenza dei lavoratori il contenuto del contratto e a mobilitavi con i mezzi che emergeranno dalla discussione con i colleghi per il NO a questo accordo con il governo, per il ritiro della firma e l’avvio di una vera mobilitazione per un vero contratto.

Contratto: ad oggi non ci sono le condizioni per firmare!

Dichiarazione dei promotori dell’Appello per un vero contratto, per aumenti uguali per tutti che recuperino il potere d’acquisto, per il NO a qualunque avallo alla 107

DichiarazioneAppelloContratto_Gen2018

Pubblichiamo la dichiarazione che i promotori dell’Appello per un vero contratto, per aumenti uguali per tutti che recuperino il potere d’acquisto perso, per il NO a qualunque avallo alla 107 hanno approvato nei giorni scorsi e inviato ai dirigenti di tutti i sindacati.
Vi invitiamo a farla circolare nelle scuole in modo da tenere alta l’attenzione e la mobilitazione su quanto sta succedendo e in particolare sul fatto che non si può firmare un contratto alle condizioni che l’Aran e il governo continuano a voler imporre.
La dichiarazione pone con forza una questione che da parte nostra consideriamo fondamentale: la situazione può sbloccarsi solo se si organizza quella mobilitazione che è mancata fino ad oggi. E’ urgente organizzare questa mobilitazione sulle parole d’ordine del nostro Appello che, tra l’altro, sono presenti anche in moltissimi altri appelli e mozioni che circolano nel Paese e nelle scuole e raccolgono a loro volta migliaia e migliaia di adesioni.

La nostra raccolta firme continua, rilanciamola!

2 febbraio, Torino: Conferenza per la laicità della scuola

Invitiamo tutti alla “Conferenza per la laicità della scuola” che si terrà a Torino il prossimo 2 febbraio (ore 16-20, Polo del ‘900, via del Carmine 14) e della quale vi alleghiamo il volantino da diffondere nelle scuole e tra i vostri conoscenti.

La prima idea di questa conferenza era nata un anno fa, in occasione della presentazione a Torino del libro “La scuola rovesciata”, che casualmente era stata organizzata poche settimane dopo che l’autore (Lorenzo Varaldo) si era espresso contro la visita del vescovo nella scuola di Vigone, dove era dirigente scolastico reggente. Con l’avvocato Bruno Segre, figura storica della Resistenza e delle battaglie per la laicità, nonché presidente dell’Associazione “Libero Pensiero-Giordano Bruno”, che aveva presieduto la presentazione, si era lanciata l’idea lavorare per un evento che riprendesse le questioni emerse con la vicenda vescovo e rilanciasse la battaglia per la laicità.

Nel luglio scorso si è quindi costituito il Comitato promotore, presieduto proprio dall’avv. Segre, sulla base di una lettera che ricordava tra l’altro come “oggi l’attacco alla laicità non sia più diretto a negarla in modo esplicito, ma passi più sottilmente attraverso una sua presunta “ridefinizione” che confonde ad arte principi certamente importanti, ma di natura differente, come il pluralismo, la libertà di espressione e di organizzazione, il confronto e, appunto, la laicità. Si cerca di confondere l’intervento pubblico e quello privato, le fonti di finanziamento, la natura delle istituzioni statali. Questa confusione viene alimentata non solo da chi ha interesse a penetrare nelle istituzioni repubblicane, ma anche da chi, apparentemente, afferma di difendere la laicità, per poi attaccarla subdolamente nei fatti”.

Su questa base, il comitato si è messo al lavoro, mosso dall’esigenza che la battaglia per la laicità non si svolga solo nelle aule dei tribunali, “ma sempre  e prima di tutto sul piano della mobilitazione, del dibattito, della sensibilizzazione della società”.

Questa battaglia è strettamente legata a quella per la difesa della scuola pubblica statale e dunque, oggi, contro la Legge 107. Se questo può sembrare per certi versi strano è solo perché i principi sono stati talmente confusi e mistificati da risultare difficile orientarsi.
Da questo punto di vista l’intervento di Lorenzo Varaldo (“Interessi privati in luogo pubblico”) permetterà di riprendere e approfondire questo legame.

Vi aspettiamo dunque il 2 febbraio, ore 16, c/o Polo del ‘900, via del Carmine 14, Torino

Volantino Conferenza Laicità

Sentenza contro i diplomati magistrali: ci vuole una soluzione subito

Conferme in ruolo e riconoscimento del diritto al ruolo per non gettare le scuole nel caos

Il caso ha voluto che la sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che nega il diritto dei diplomati magistrali precedenti al 2001-2002 di accedere alle GAE (Graduatorie ad Esaurimento) arrivasse giusto pochi giorni prima dell’annuncio della fine della legislatura.

Si è trattato di un caso, certo, ma emblematico: questa sentenza rappresenta l’ultima micidiale conseguenza della volontà politica di portare avanti costi quel che costi, contro il parere e la volontà di tutto il mondo della scuola, la “riforma” Renzi, con tutti i suoi corollari di misure reazionarie mescolate ad altre che si annunciavano fin dall’inizio – e ora si dimostrano – frutto di superficialità, presunzione e ignoranza su come funziona realmente il mondo della scuola pubblica.

Si è voluto annunciare al mondo che il problema del precariato sarebbe stato risolto con un colpo di bacchetta magica e ora ci si ritrova con una situazione che, se non sarà affrontata e sanata immediatamente, produrrà più precariato, più instabilità delle cattedre, più dislocazione del sistema di prima, il tutto sulla pelle dei diritti di decine di migliaia di insegnanti colpiti dalla sentenza!

Questo problema non riguarda infatti solo gli insegnanti toccati dal giudizio dell’adunanza Plenaria, ma tutto il mondo della scuola che rischia di essere gettato nel caos. E’ sufficiente riflettere su quante classi perderebbero i loro docenti (dopo che ormai da due o tre anni stanno svolgendo con professionalità il loro lavoro, tanto da essere confermati in ruolo) e sulle decine di migliaia che ritornerebbero nel “girone” delle graduatorie d’istituto, cioè nella girandola delle assegnazioni che si definiscono ad ottobre, novembre, dicembre…, per comprendere ciò che si prepara se un provvedimento immediato non pone rimedio alla situazione.

Il “Manifesto dei 500”, nell’unirsi alle iniziative in corso da parte dei diplomati magistrali, chiede alle organizzazioni sindacali che si realizzi subito l’unità della mobilitazione per arrivare ad una soluzione politica immediata, prima che sia troppo tardi.

Nello spirito che da sempre ha animato la nostra associazione, la soluzione deve mettere insieme i diritti sacrosanti di chi è già stato immesso in ruolo ed ha addirittura superato un anno di prova (e, tra l’altro, non ha potuto nemmeno accedere all’ultimo concorso, proprio perché in ruolo!), quelli di chi da anni insegna con professionalità e competenza pur essendo ancora precario e nello stesso tempo è necessario garantire che il sistema nel suo complesso sia messo nelle condizioni di recuperare stabilità e credibilità.

La legislatura è finita, ma il governo è in carica, come ha dichiarato Gentiloni. 

Che si arrivi dunque subito ad un provvedimento in grado di confermare al loro posto, senza  ulteriori procedure o corsi, tutti gli insegnanti immessi in ruolo e nello stesso tempo aprire una prospettiva per gli altri. 

Manifesto dei 500”, 2 gennaio 2018

Appello per un vero contratto – Dichiarazione

Per un vero contratto-Dichiarazione

Pubblichiamo la dichiarazione che i promotori dell’ “Appello per un vero contratto, per aumenti uguali per tutti che recuperino il potere d’acquisto perso, per il il NO a qualunque avallo alla 107″ hanno approvato per rilanciare la campagna, la discussione, le prese di posizione delle scuole e la mobilitazione.
Vi invitiamo a diffondere con tutti i mezzi a disposizione questa dichiarazione e a portarne i contenuti nelle assemblee e nelle riunioni sindacali.
La partita non è chiusa, arrivano tanti segnali di rifiuto di un contratto al ribasso e/o che accetti elementi della 107, rilanciamo la mobilitazione per farli pesare!
Il Manifesto dei 500 con tutti gli altri promotori dell’Appello.

Appello per un vero contratto, per aumenti uguali per tutti, per il No alla 107

Appello Contratto Scuola-Assemblea Autoconvocata 17settembre

L’assemblea autoconvocata dei lavoratori della scuola che si è riunita a Roma il 17 settembre scorso, ha lanciato l’Appello che pubblichiamo, “per un vero contratto, per aumenti uguali per tutti, per il No a qualunque avallo della 107″.

L’assemblea era stata promossa da Autoconvocati Roma, Illumin’Italia, LIP Roma e Lazio, Partigiani della Scuola Pubblica e da noi del “Manifesto dei 500″.
Vi invitiamo a firmarlo sia on line sia facendolo circolare nelle scuole in forma cartacea. In ogni caso vi chiediamo di inviarci anche per mail la firma che farete on line, specificando se siete RSU, se siete iscritti a sindacati o altro che ritenete utile.
Infine, inviateci anche le mozioni di sostegno se le voterete nelle vostre assemblee.
Moltiplichiamo le adesioni, diffondete l’appello attraverso tutti i canali!

Firma on line    http://chn.ge/2xws8U9