Mozione approvata a Torino al termine dell’assemblea del 7 ottobre 1999

Ci siamo ritrovati oggi in 130 genitori e insegnanti di 39 scuole materne, elementari e medie su invito del “Comitato Nazionale dell’Appello in difesa della scuola elementare”.

Abbiamo innanzitutto constatato come in tutto il Paese esista una grande disinformazione e mistificazione sulle reali conseguenze della “Riforma dei cicli” in discussione in Parlamento.

Abbiamo perciò deciso di rivolgerci largamente a tutti i cittadini, per informare su ciò che abbiamo verificato:

1) la “Riforma dei cicli” prevede la soppressione di un anno di scuola tra le elementari e le medie e l’eliminazione di intere materie o parti di programma;

2) la “Riforma dei cicli” porterebbe alla disarticolazione completa dell’attività didattica, il mescolamento delle cattedre, delle classi, delle competenze, degli orari, dei programmi, la distruzione del Tempo Pieno, la creazione dei gruppi flessibili, grazie ai quali i bambini e i ragazzi cambierebbero insegnanti e compagni in continuazione, perdendo ogni riferimento e sicurezza;

3) la “Riforma dei cicli” porterebbe ad un preoccupante abbassamento della preparazione degli alunni, al caos e alla dislocazione dell’intero sistema scolastico, all’abolizione dei titoli di studio (ragioniere, geometra, perito, ecc.) con il loro slittamento fino al 21° anno di età.

Ci siamo trovati concordi su un punto: il bambino e il ragazzo non sono assolutamente al centro di questa legge.

Siamo rimasti sconcertati dal fatto che il Ministro Berlinguer abbia scritto che l’obiettivo di questa legge è “delegare molta della preparazione agli studi superiori ai primi anni di università come nei sistemi anglosassoni (Inghilterra e USA), dove i primi anni di università non si distinguono molto dalla formazione liceale italiana o francese”.

Siamo rimasti indignati nel sapere che la Camera ha liquidato questa legge in sole 8 ore di dibattito, con il Ministro che non rispondeva alle domande, con interventi compressi in soli 16 secondi, con molti deputati interpellati che non conoscevano il contenuto della legge, con il Paese letteralmente sommerso da un’unica propaganda. Anche per questo siamo indignati dalla dichiarazione del ministro Berlinguer che ha detto: “La mia riforma è migliore di quella di Gentile perché è nata dalla democrazia”. A parte il paragone del tutto fuori luogo con una legge nata con Mussolini al governo, noi affermiamo chiaramente che tutto si può dire della “Riforma dei cicli”, meno che sia frutto della democrazia.

Siamo scandalizzati dalla manipolazione di chi dice che la scuola elementare è la migliore del mondo (Berlinguer) e che pertanto il suo modello va esteso alle medie. La moltiplicazione delle figure di riferimento dei bambini, la distruzione del Tempo pieno e dei moduli 3 su 2, il forzato impiego degli insegnanti delle medie con alunni di età inferiore a quella di oggi e con programmi ridimensionati, porterebbero invece ad una organizzazione della scuola in cui i più deboli sarebbero abbandonati a se stessi.

Noi non accettiamo questa distruzione. Noi sappiamo di non essere soli.

Sappiamo che migliaia di iscritti e non iscritti alla CGIL, alla CISL, alla UIL, allo SNALS, ai COBAS, ai CUB hanno sottoscritto in questi mesi la “Lettera Aperta ai deputati e senatori” promossa dal “Comitato Nazionale dell’Appello in difesa della scuola elementare”.

Abbiamo saputo che una assemblea di 100 insegnanti e genitori delle province di Milano e Lodi, presente un membro della direzione nazionale CISL, si è svolta ad Abbiategrasso (Milano) e che al termine dell’assemblea è stata approvata una mozione per il ritiro di questa legge. Sappiamo che decine di telegrammi da scuole di tutta Italia sono giunti ai deputati e ai senatori per chiedere il ritiro del progetto e manifestare solidarietà con il gruppo dell’Appello.

– Sappiamo che la CISL-Scuola ha preso posizione contro questa legge, che il direttivo e l’assemblea dei delegati della Uil-Scuola di Torino hanno votato una mozione che chiede il ritiro di questa legge, che una lettera indirizzata al segretario nazionale dello SNALS è stata sottoscritta da insegnanti di questo sindacato per chiedere che esso prenda posizione contro la legge e si mobiliti fino al ritiro.

Di fronte a questa situazione abbiamo deciso di convocare una

manifestazione pubblica

giovedì, 28 ottobre, ore 21, c/o Galleria d’Arte Moderna

per informare più largamente possibile i cittadini e per manifestare la nostra richiesta di ritiro della “Riforma dei cicli”.

Unitevi a noi nella costruzione di questa manifestazione: uniamoci prima che sia troppo tardi. A tutte le organizzazioni sindacali chiediamo di partecipare alla manifestazione del 28 ottobre e organizzare la mobilitazione unita contro la “Riforma dei cicli”, fino allo sciopero nazionale.

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