Appello a tutti gli insegnanti ed i genitori

“Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli”

A TUTTI GLI INSEGNANTI, A TUTTI I GENITORI

 

Cari colleghi, cari genitori,

nel corso di questi anni ci siamo battuti, insieme a migliaia di insegnanti e genitori di tutta Italia, contro le disastrose conseguenze che la “riforma dei cicli” comporterebbe se venisse applicata.
Mentre vi scriviamo queste note migliaia di genitori stanno iscrivendo i loro figli al nuovo “ciclo di base” senza conoscere i programmi, l’organizzazione, le prospettive. Continue reading Appello a tutti gli insegnanti ed i genitori

Lettera aperta ai dirigenti sindacali

“Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli”

Il 21 dicembre il Senato ha approvato il piano di applicazione della “riforma” dei cicli scolastici. Questo voto ha fatto seguito a quello della Camera del 12 dicembre.

Ancora una volta, esattamente come un anno fa, il Parlamento ha approvato un testo senza alcun reale dibattito, rifiutandosi di approfondire i grandi e innumerevoli problemi che la legge solleva.
Un anno fa i parlamentari avevano approvato la legge dicendo che si trattava solo di “un contenitore”, che le critiche erano ingiuste perché il piano di applicazione avrebbe chiarito tutto… Continue reading Lettera aperta ai dirigenti sindacali

Dichiarazione del comitato nazionale sull’Intesa governo-sindacati del 15 dicembre 2000

“Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli”

Dichiarazione del comitato nazionale sull’Intesa governo-sindacati del 15 dicembre

Il giorno 15 dicembre, dopo una settimana di confusione incredibile alimentata dalla assoluta mancanza di chiarezza sulla proclamazione dello sciopero del 18/12, le direzioni nazionali di CGIL-CISL e UIL hanno siglato un’intesa con il governo.

Il comitato nazionale del “Manifesto dei 500″, dopo aver analizzato il testo dell’accordo, ha deciso di portare a conoscenza di tutti gli insegnanti e i genitori quanto segue. Continue reading Dichiarazione del comitato nazionale sull’Intesa governo-sindacati del 15 dicembre 2000

Scambio di opinoni con l’on. sen. Antonio Pizzinato

Da: [email protected]

A: [email protected]

Oggetto: Alla Cortese Attenzione di Lorenzo Varaldo

Data: Sat, 16 Dec 2000 12:51:31 +0100

Contrariamente a quanto affermato nel manifesto ricevuto lo scorso 11 dicembre, l’approvazione della legge di riforma dei cicli scolastici, da parte del Parlamento, è avvenuta dopo anni di confronto, sia al suo interno che nel Paese, ed ha fatto seguito, inoltre, ad una lunga e serrata trattativa del Governo con le organizzazioni sindacali della scuola. Per questo, ritengo di aver dato un contributo, attraverso il mio voto, all’approvazione di una legge che adegua il nostro sistema scolastico a quello del resto d’Europa. La riforma dei cicli concorre al generale rinnovamento del Paese e mantiene la scuola al passo con i grandi cambiamenti intervenuti nel tessuto economico, sociale e produttivo in questi ultimi decenni. Continue reading Scambio di opinoni con l’on. sen. Antonio Pizzinato

Dichiarazione adottata dopo gli incontri in Parlamento

“Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli”

Il 12 dicembre 2000 una delegazione di insegnanti e genitori del “Manifesto dei 500″ si è recata a Roma, su mandato della “Conferenza Nazionale per l’abrogazione della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica” che si era svolta il 25/11 a Milano, per incontrare il maggior numero possibile di parlamentari che sono stati o saranno chiamati a votare il “piano” di applicazione della legge. La delegazione era composta da insegnanti e genitori delle province di Torino, Milano, Lodi e Roma. Agli incontri hanno partecipato due insegnanti dell’associazione “Prisma”. Continue reading Dichiarazione adottata dopo gli incontri in Parlamento

I verbali degli incontri in Parlamento

VERBALE DELL’INCONTRO DEL 12/12/2000 CON I POPOLARI ON.LI VOGLINO E VOLPINI.

Varaldo: Presenta la lettera, sottoscritta da migliaia di insegnanti e genitori, con cui si invitano i Parlamentari a non votare il piano di attuazione. Spiega i motivi per cui è stato chiesto questo incontro.

Volpini. Desidererei che ci spiegaste punto per punto la vostra contrarietà al piano. Nella Commissione che lo ha esaminato ci sono Presidi, Direttori didattici, maestri. Si è svolto un dibattito. La decisione non nasce da interessi politici, anche se ci sono posizioni politiche diverse. Se voi ci spiegate noi vi risponderemo.

Voglino: Perchè siete contrari? Contrari a che cosa? Alla Legge? Al piano? La legge è stata approvata. Legge e piano sono collegati.

Varaldo Partiamo dal piano che è un elenco di problemi (Li enumera sottolineando “l’onda anomala). Non c’è stato un dialogo (accenna all’impossibilità di un incontro con i D.S.).

Volpini: C’è stato un confronto con intere scuole, con numerose associazioni di genitori e insegnanti. Si tratta di problemi già dibattuti.

Voglino: Ho incontrato i quadri CISL, ho parlato con insegnanti CISL della mia città. Ho registrato il malessere. Ora alcuni nodi vengono sciolti, anche se i rischi ci sono. Ma il piano quinquennale va visto nella logica della processualità. La Legge si costruisce facendo. Ci sarà una gradualità di attuazione. Occorrerà preparare gli insegnanti, ma già alcune esperienze nella direzione dell’applicazione della Legge (intende la continuità tra scuola elementare e media) sono state fatte nell’ambito dell’autonomia, anche rispetto ai curricoli. Perchè non utilizzare quanto di positivo è stato fatto? Ciascun docente sarà utilizzato secondo le sue competenze.

Defeudis: E i contenuti? Io, insegnante, come posso spiegare ai genitori dei miei alunni che i contenuti e i programmi saranno costruiti in itinere?

Volpini: L’offerta formativa viene fatta dalla scuola. Questa è l’opportunità dell’autonomia; anche la scansione degli anni sarà decisa dalla scuola: 2+3+2 o altro. Non esistono vincoli. Il piano non dà dei vincoli; non è prescrittivo. Dà delle indicazioni, offre opportunità. In questo consiste l’importanza dell’autonomia. Per quanto riguarda i programmi, per es.la storia non verrà più fatta a pezzetti e poi ripresa alla scuola elementare, media, superiore. Non ci saranno ripetizioni. L’alunno sarà più motivato. L’alunno in difficoltà può essere recuperato perchè il programma è più organico.

Varaldo: ( osservazioni sulla difficoltà di non riprendere gli argomenti) Non c’è più il diritto. Il piano comporta un salto di qualità dall’autonomia all’anarchia.

Defeudis: ricorda Piaget, altri pedagogisti e l’apprendimento ciclico e a spirale. Chiede di nuovo chiarimenti sui contenuti.

Volpini: Non si tratta di anarchia o di caos, ma di realizzare la libertà d’insegnamento.

Devecchi: Dell’autonomia conosciamo la competitività tra le scuole e il taglio dei fondi. Mancano i finanziamenti per attuare il piano dell’offerta formativa e persino per pagare i supplenti.

Volpini: Questo è impossibile. Dal 1996 abbiamo continuamente aumentato i finanziamenti per l’istruzione. nel 1996 44.000 miliardi, poi 63.000, nel 2000 68.000 miliardi. O i vostri dirigenti hanno le mani bucate o i fondi finiscono in un buco nero.

Defeudis:chiede di nuovo precisazione sui contenuti, in quanto non le è stata data risposta.

Voglino. E’ importante inserire nuove discipline, per es. ed. musicale; ma il passaggio sarà graduale.

Facchin: Ci sarà una diminuzione di cultura anche a causa della diminuzione di un anno di scolarità, tolto alla scuola di base

Volpini: Questo è impossibile. La struttura dell’istruzione in Italia , con questa legge, prevede 7 anni di scuola di base, più 5 anni di scuola superiore più due anni di formazione integrata per ottenere titoli per es di perito elettronico, o idraulico ecc. Qui ci vanno gli studenti che non vanno all’Università.

Dopo la scuola superiore ci sarà l’università con i 5 anni di corso per ottenere la laurea, in tutte le facoltà. Abbiamo già apportato modifiche migliorative sia rispetto alle proposte di F.I. che chiedeva l’addestramento professionale fin dai 13 anni ( nella legge si parla di possibilità di addestramento professionale dopo i 15 anni) e di R.C. che voleva il biennio unico con differenziazioni negli anni successivi. Il biennio sarà orientativo e specifico insieme, per questo sono state ipotizzate le “passerelle”. La riforma era necessaria per adeguarci all’Europa. Il sistema italiano presentava la sfasatura di un anno in più rispetto ai sistemi degli altri paesi.

Varaldo e gli altri componenti della delegazione commentano che la maggior parte dei paesi non ha modificato il proprio sistema d’istruzione e che l’Italia, la cui scuola era apprezata anche all’estero, si sta adattando ai modelli peggiori. Argomentano, esemplificando con l’organizzazione sia della scuola di base attuale sia della scuola superiore. Sottolineano le difficoltà di applicazione del piano.

Volpini: Le stesse difficoltà si sono avute quando è partita la scuola media unificata, anche in questo caso si sono risolte in itinere. Quindi è inutile preoccuparsi.

Varaldo: Ben diversa era la spinta ideale e sociale degli anni ‘60. Ora ogni scuola determinerà all’interno del P.O.F. i contenuti, diversi per anni. (esemplifica portando l’esperienza delle scuole elementari del suo quartiere a Torino). Ci sarà il caos.

Volpini: Assolutamente no.Ci sarà la formazione professionale degli insegnanti, ci sarà un sistema nazionale di valutazione al 7° anno e le scuole si confronteranno fra di loro “aggiustando” la propria organizzazione. Abbiamo speso 2.100 miliardi per mettere le scuole in rete fra di loro perchè si confrontino. Ci saranno gli ispettori. E’ ora di finirla che per tutti i problemi i dirigenti scolastici (di scuola e provinciali) scrivano la loro letterina al Ministero perchè glieli risolva. Noi l’abbiamo detto al Ministro: basta con le circolari. E’ la scuola che fa l’organizzazione didattica e ha gli strumenti per farlo.
C’è un corpo insegnante, ci sono i genitori della scuola, c’è il dirigente scolastico, c’è il segretario amministrativo, ci sarà il Consiglio di gestione dell’autonomia. Questi possono gestire al meglio l’organizzazione scolastica, confrontandosi con il gestore provinciale. Ci saranno materie e orari. L’alunno sarà sempre al centro dell’attenzione. Il ciclo superiore non parte perchè richiede tempo per i contenuti. Per la scuola elementare i contenuti sono obbligati. Dopo il triennio si rivede tutto.

Facchin: Fa presente le difficoltà del biennio futuro e attuale esemplificando con l’introduzione dei nuovi programmi di storia, che hanno compresso eccessivamente la storia antica e medioevale.

Volpini: La valenza orientativa del biennio è importantissima e va supportata dal consiglio dell’insegnante. Lo studio della storia del ‘900 non è vincolante. Il ministro si è limitato a suggerire delle indicazioni, non a dare delle prescrizioni.

Facchin: Questa valenza orientativa (provare, consigliare, cambiare) comporta un biennio con programmi minimi, che si inserisce su una scuola dell’obbligo di 7 anni invece che di 8. Si devono preparare i ragazzi su basi più fragili.

Varaldo: Gli studenti recuperano all’Università la preparazione liceale.

Volpini: Chi passa da un’area (della scuola superiore) a una facoltà specifica corrispondente all’area non ha bisogno di alcuna preparazione particolare. Occorerà invece farsi il credito per la facoltà universitaria non attinente all’area.

Facchin: Ci rendiamo conto che c’è uno scollamento tra il paese e il mondo politico

Volpini: Ogni cosa che il Parlamento ha fatto è stata presentata falsandola. Occorre fare il combinato differito (?). Il piano non ha nessuna prescrivibilità, la risoluzione non è vincolante; è solo un suggerimento per le scuole. Se il piano fosse stato una legge l’avremmo spulciato…. Ci troviamo di fronte a una situazione politica particolare con una opposizione che dice che cancellerà la riforma se vincerà le elezioni. La Riforma va nella giusta direzione; occorre mettere un “rampino” che renda più difficile cancellare la legge. Il corpo docente italiano è il migliore a livello mondiale (e riuscirà a realizzarla).

Defeudis: Avete una enorme responsabilità per il caos che si creerà.

INCONTRO CON L’ON.LE MARIA LENTI (RIFONDAZIONE COMUNISTA).

Lenti ringrazia del materiale che le è pervenuto, condivide le osservazioni del “Manifesto”. Spiega che si voterà sulle risoluzioni: saranno tre; una di maggioranza, una del P.R.C. e una del Polo.

“ Hanno dato tutto alle destre: Berlusconi ha ottenuto la flessibilità (dei corsi e delle classi), la fluidificazione dei percorsi. Gli studenti usciranno dalla scuoila con meno competenze specifiche e con minori possibilità contrattuali.

Nicola :Parla di compattezza arrogante delle forze di governo; forse ci sono margini nel gruppo misto. Chiede precisazioni sul voto per parti separate. E’ pensabile? Quali vantaggi può offrire?

Lenti: Non sono d’accordo che offra dei vantaggi. Bisogna vedere su quali parti chiedono la votazione separata. In questo modo alcune parti del piano potrebbero essere tolte. Questo significa che il Governo consente su alcune loro richieste.

Lorenzo: Esistono modi per non fare passare anche solo alcune parti del piano?

Lenti: E’ possibile il rinvio di una parte. Con questa riforma distruggono quello che c’è e continuano la privatizzazione dei servizi pubblici. Il piano di attuazione è prescrittivo. Sarà indispensabile una consultazione sul territorio.

Lorenzo: La riforma è fatta contro gli insegnanti e i genitori. Che i lavoratori siano contrari lo ha dimostrato anche l’ultimo sciopero.

Lenti: Fai la riforma, ma tutto quello che i lavoratori ti chiedono non c’è. Oltre ai problemi sollevati anche da voi ci sarà il problema dell’edilizia scolastica e delle differenze di strutture tra il Nord e il Sud. Per quanto riguarda le materie scolastiche concorda sulle nostre osservazioni: “Ci sarà il problema di presentare dei contenuti una volta sola, magari quando il processo formativo è già compiuto”. Quanto alla possibilità di approvazione del piano ritiene che è quasi certa, in quanto il Polo potrebbe far mancare dei voti e coloro che a noi hanno espresso perplessità, votare secondo le indicazioni di partito. Ci chiede di essere informata sui nostri programmi futuri.

Mozione approvata alla Conferenza Nazionale

 

“Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli”

Mozione approvata al termine della “Conferenza Nazionale per l’abrogazione della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica”

Insegnanti e genitori di tutta Italia ci siamo ritrovati oggi, 25 novembre 2000, a Milano, in “Conferenza Nazionale per l’abrogazione della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica”. Erano presenti, oltre a delegati di tutte le organizzazioni sindacali, un membro della segreteria nazionale CISL-Scuola, un rappresentante della direzione di Gilda, il responsabile della commissione scuola della Lombardia di Rifondazione Comunista. Al tavolo della presidenza era inoltre rappresentata l’associazione “Prisma”, mentre messaggi di sostegno alla conferenza sono giunti da intellettuali, docenti universitari, eletti nelle istituzioni di tutta Italia.

Noi ci siamo riuniti nel momento in cui il ministro della pubblica istruzione, Tullio De Mauro, ribadiva sulla stampa di “essere disponibile a sospendere l’applicazione della legge”, se il Parlamento glielo dice. Continue reading Mozione approvata alla Conferenza Nazionale

Appello di convocazione della Conferenza Nazionale con le prime ipotesi della Commissione dei Saggi

Il “Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli”

propone

a tutti gli insegnanti, i genitori, gli studenti, i responsabili sindacali, le associazioni, gli eletti nelle istituzioni, di promuovere insieme una

“Conferenza Nazionale per l’abrogazione della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica” Continue reading Appello di convocazione della Conferenza Nazionale con le prime ipotesi della Commissione dei Saggi

Ritorno al Medioevo (commento al piano di applicazione della “riforma” Berlinguer)

“Ritorno al medioevo”

commento al documento della commissione dei 228 “saggi” incaricata dal ministero della pubblica istruzione di redigere un piano per l’applicazione della Riforma dei cicli,

a cura del gruppo organizzativo del “Manifesto dei 500″

Il 12 settembre la commissione dei 228 “saggi” incaricata dal ministero di elaborare i piani per l’applicazione del “Riordino dei cicli” ha concluso i suoi lavori.
Il documento prodotto dalla commissione è di una gravità inaudita e di una violenza contro i principi della scuola come non si era mai visto in Italia.
Tutti i timori espressi dal “Manifesto dei 500″ trovano non solo conferma, ma un approfondimento che non può non toccare tutte le persone legate alla democrazia, alla cultura, all’istruzione, al futuro dei giovani e delle generazioni a venire. Continue reading Ritorno al Medioevo (commento al piano di applicazione della “riforma” Berlinguer)