Da oggi, presidi al via in tutta Italia

Volantino Torino

Sono partiti oggi in tutta Italia i presidi e i sit-in davanti alle Prefetture e alle Regioni, per il ritiro della Legge Quadro e di qualunque progetto di Autonomia differenziata.
Pubblichiamo il volantino del Presidio di Torino di lunedì prossimo che si terrà a partire dalle 17 davanti alla Prefettura (Piazza Castello 201).
Fin d’ora il Prefetto ha annunciato che riceverà una delegazione.
Vi invitiamo dunque d essere presenti per costruire insieme il successo dell’iniziativa.
Partecipate alle iniziative delle vostre città, consultate il sito perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata per conoscere luoghi e orari! 

Presidi e sit-in in tutta Italia: NO alla Legge Quadro sull’Autonomia differenziata!

Nei prossimi giorni si svolgeranno in diverse città italiane, su iniziativa del Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, presidi e sit-in davanti alle Regioni e/o alle Prefetture per manifestare l’opposizione generale al processo in atto e più in particolare alla Legge Quadro che il governo ha presentato (*), che vorrebbe approvare in tempi brevi e che, lungi dal porre un freno ai pericoli più grandi dell’autonomia differenziata, di fatto aprirebbe le porte ai peggiori scenari che in questi mesi abbiamo denunciato. 

Sul sito perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata potete trovare l’elenco delle iniziative nelle diverse città, elenco che viene aggiornato quotidianamente man mano che altri presidi o siti si aggiungono.  

A Torino, dove come “Manifesto dei 500” siamo più presenti, il Presidio si svolgerà lunedì 20 gennaio, davanti ala Prefettura (piazza Castello 201). 

Invitiamo tutti i nostri contatti ad essere presenti. 

Vi aspettiamo in tutte le piazze, rilanciamo la mobilitazione, per fermare il disastro che l’Autonomia differenziata annuncia e del quale nessuno parla!

(*) Il commento alla Legge Quadro si può trovare sul nostro sito alla pagina del 21 novembre 

Staffetta per l’unità della Repubblica in tutto il Paese!

Volantino Staffetta

Si sta svolgendo in questa settimana, in tutta Italia, l’annunciata “Staffetta per l’unità della Repubblica e i diritti uguali per tutti”, promossa dal Comitato Nazionale per il ritro di qualunque Autonomia differenziata. 

Da Brescia a Catania, da Torino a Bari, da Padova a Roma, passando per tante città di tutto il territorio, si stanno svolgendo fino a sabato prossimo volantinaggi, incontri con la popolazione, lezioni pubbliche, assemblee per sensibilizzare i cittadini attorno ad un tema che i due ultimi governi hanno largamente nascosto al dibattito e che, per quel poco che è stato oggetto di informazione, è stato presentato in modo alquanto distorto e inesatto. 

Per esempio a Torino, ieri, il volantinaggio e la raccolta firme si sono tenuti durante la manifestazione delle cosiddette Sardine che ha visto la partecipazione di 50.000 persone. 

Moltissimi presenti, leggendo il volantino, si sono scandalizzati per ciò che si prepara e per il silenzio attorno a questo attacco micidiale.

Sempre a Torino, un secondo momento di mobilitazione sarà in occasione della manifestazione per il lavoro di CGIl-CISL-UIL di venerdì sera (ore 20, piazza Arbarello).

Al di là di Torino, dove il M500 è più presente, potete prendere visione delle iniziative della Staffetta nelle altre città sul web (perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata) o sulla pagina FB (Contro ogni Autonomia Differenziata).

L’adesione della FLC-CGIL nazionale, giunta in giorni scorsi, rafforza questa Stafffetta e sottolinea il momento grave al quale siamo confrontati. 

A tutti lanciamo l’invito: consultate il web e la pagina FB, partecipate alla Staffetta nella vostra città, scaricate il volantino e diffondetelo nei luoghi di lavoro, nelle assemblee, nei vostri Comuni!

Legge Quadro Autonomia differenziata: il nuovo governo svela il suo volto, uguale al precedente!

Dichiarazione Legge quadro AD

L’8 novembre il ministro Boccia ha presentato una bozza di Legge Quadro “per l’attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia”, ai sensi dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione.

Il “Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata” ha approvato la dichiarazione che pubblichiamo, che analizza questa bozza di Legge quadro e dimostra, punto per punto, come essa non solo non metta al riparo dai pericoli dell’Autonomia, ma apra proprio la strada ad essi.

La Dichiarazione rilancia la “Staffetta per l’unità della Repubblica e dei diritti uguali per tutti” come prima iniziativa di mobilitazione, dal 9 al 14 dicembre (la Staffetta era già stata decisa dal Comitato riunito a Roma il 9 novembre).

Vi invitiamo a leggere la Dichiarazione, a diffonderla e a organizzare in tutte le città, con i comitati di scopo, questo primo momento di mobilitazione.

Che cosa ci fa la Guardia di Finanza nelle aule?

Dichiarazione Guardia di Finanza-Gioberti

La Guardia di Finanza al liceo Gioberti di Torino: un altro modo di attaccare la credibilità dell’istituzione scolastica

Il nuovo governo deve ritirare subito la norma che rende possibile queste ispezioni

Il Manifesto dei 500 esprime sostegno e solidarietà ai docenti del Liceo Gioberti che hanno subito l’identificazione, per rilevare la presenza a scuola, da parte della Guardia di Finanza. Dopo la sanzione alla professoressa Dell’Aria della scorsa primavera, un altro attacco all’istituzione scolastica.

La Guardia di Finanza si è presentata al liceo con un preavviso praticamente inesistente e ha identificato i docenti anche davanti agli allievi, interrompendo lo svolgimento delle lezioni. 

Si tratta di un provvedimento gravissimo perché è dannoso, lesivo e al tempo stesso inutile. 

È un provvedimento dannoso perchè mina la credibilità della scuola poiché sottende il messaggio, che si tenta di far passare all’esterno, che nella scuola debbano essere stanati i “furbetti del cartellino”. 

È un provvedimento lesivo perché mina la credibilità dell’istituzione scuola e degli insegnanti intaccando pericolosamente la relazione docente-discente e aggiungendosi alle tante misure che sono andate in questa direzione nel corso degli anni. 

È un provvedimento inutile perché la presenza dei docenti nelle classi è già rilevata dalla firma sul registro, dal registro elettronico e dalla subitanea evidenza.

Questo atto è una conseguenza del “Decreto concretezza” licenziato dall’ex ministro del precedente governo Giulia Bongiorno. 

Ma la scuola ha davvero necessità di questa concretezza? No! La scuola ha bisogno concretamente di tutt’altro! 

C’è la necessità di ristrutturare le scuole che cadono a pezzi. 

C’è la necessità di ripristinare migliaia e migliaia di posti del personale ATA per garantire la sorveglianza (poche ore dopo la visita della Guardia di Finanza al Gioberti, un bambino è caduto dalle scale in una scuola di Milano). 

C’è la necessità di restituire pienamente il ruolo istituzionale al sistema scolastico, cosa che passa prima di tutto per l’abrogazione delle misure che l’hanno rimesso in causa, a partire della cosiddetta “buona” scuola, e dal rinnovo dei contratti con aumenti significativi per tutti. 

C’è la necessità di avere le cattedre coperte su tutti i posti (compresi quelli di sostegno) fin dal primo giorno di scuola. 

E c’è la necessità di mantenere unita la Scuola della Repubblica e di ritirare ogni progetto di autonomia differenziata.

Ecco la concretezza di cui ha bisogno la scuola!

Per tutte queste battaglie non c’è che una strada da seguire: la mobilitazione unita su rivendicazioni precise, a partire dalla sospensione immediata di tutti i procedimenti di identificazione nelle scuole ad opera della Guardia di Finanza e quindi dall’abrogazione della relativa norma del “Decreto concretezza”. 

“Manifesto dei 500”, 19 ottobre 2019

Successo della Seconda Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Pubblichiamo la Dichiarazione finale della Seconda Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata che si è tenuta a Roma, domenica scorsa 29 settembre.
Nonostante il cambio di governo e nonostante il tema dell’Autonomia differenziata venga presentato dai media e dal governo stesso come uno “scampato pericolo”, i Comitati di scopo che si sono costituiti in questi mesi e le 120 associazioni che avevano aderito all’assemblea di luglio non sono per nulla cadute nella trappola e hanno risposto in massa, partecipando ad una Assemblea che ha coniugato l’approfondimento teorico sui pericoli di oggi e quindi sulla necessità di ribadire il NO a qualunque Autonomia differenziata con la discussione su come rilanciare la mobilitazione.
La Dichiarazione riassume e riprende questi temi.
Vi alleghiamo anche il link della registrazione completa dei lavori, fatta da Radio Radicale.

Buona lettura, buon ascolto e visione, la mobilitazione riparte più forte e cosciente che mai.

Manifesto dei 500, 1 ottobre 2019

Invito 2^ Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata – Roma, 29 settembre

– A tutti i Comitati di scopo per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata
– A tutte le Associazioni che hanno aderito all’Assemblea Nazionale del 7 luglio
– A tutti i cittadini che vogliano battersi per difendere l’unità della Repubblica, i diritti sociali, le conquiste sancite nella Costituzione
Seconda Assemblea Nazionale
per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata
Roma, 29 settembre 2019
Ore 10-16, liceo Tasso

A poco più di due mesi dall’Assemblea nazionale di Roma del 7 luglio, di fronte alla nuova situazione politica, il Comitato nazionale provvisorio rilancia l’appello a tutti i Comitati di scopo dei territori e a tutte le associazioni che hanno aderito all’Appello e sottoscritto la mozione conclusiva della prima Assemblea: è più che mai importante riunirci in una seconda Assemblea Nazionale per definire le prossime tappe di questa battaglia e per darci gli strumenti per affrontarla.
Il clima politico è cambiato, certamente nei toni.  Ma se è possibile immaginare – considerando la manovra e gli altri provvedimenti che il nuovo Governo ha annunciato – un parziale differimento dell’urgenza di mettere mano alla richiesta di Autonomia differenziata, il fatto che il governo abbia inserito questo punto nel suo programma non cancella il pericolo. Ciò comporta il rafforzamento della nostra convinzione – alimentata anche dalla valutazione positiva che alcuni esponenti dello stesso Governo danno dell’autonomia differenziata modello Emilia Romagna – che sia necessario il ritiro di ogni progetto di autonomia differenziata. Continuiamo a difendere senza se e senza ma ilprincipio di uguaglianza, l’esigibilità di diritti universali garantiti per tutti, il rispetto delle conquiste e dei diritti dei lavoratori, a cominciare dai contratti collettivi nazionali del lavoro: elementi che anche le bozze di intesa tra Governo e regione Emilia Romagna mettono in discussione. Siamo convinti che nessuna definizione di Lep potrà attribuire uguale valore al diritto di un calabrese rispetto a quello di un lombardo; alle condizioni di vita materiale, sociale e politica di un abitante della Basilicata rispetto ad uno del Veneto.
Ma abbiamo bisogno di studiare, di approfondire; di far nostra una materia oggi forse più insidiosa, perché non rappresentata a livello di istituzioni statali da arroganza, violenza verbale, prevaricazione; che potrebbe non avere a che fare con l’egoismo e la voracità delle regioni Veneto e Lombardia – e di altre regioni che, come il Piemonte, si sono candidate ad essere della partita in termini altrettanto autoreferenziali –  ma con un’autonomia apparentemente soft, ammantata di aggettivi accattivanti: “solidale”, “cooperativa”, “equa”. E dalle dichiarazioni di alcuni esponenti governativi che il modello al quale ispirarsi potrebbe essere proprio quello dell’Emilia-Romagna. Gli stessi concetti di “equo”, “solidale”, “cooperativa” sono stati messi in relazione all’attuazione dei LEP, Livelli Essenziali delle Prestazioni,previsti dalla Costituzione indegnamente riformata nel 2001 e mai nemmeno definiti.
A questa nuova articolazione del tema dobbiamo prepararci, approfondendo e trovando argomentazioni solide per confutare quegli aggettivi, per destituirli di ogni accezione rassicurante. Per svincolare la necessità  di migliorare le condizioni dei diritti esigibili (e mai esatti, nonostante normative già esistenti, ma mai messe in atto), in particolare nelle zone più povere del Paese, da un progetto di destrutturazione e parcellizzazione dell’unità sociale, economica, culturale e politica del Paese, quale quello dell’autonomia differenziata continua ad essere. 
Auspichiamo che la giornata del 29 – anche grazie al prestigio dei relatori che interverranno (hanno già da ora dato conferma della loro disponibilità Massimo Villone, Laura Ronchetti, Adriano Giannola, Guglielmo Forges Davanzati, Marco Esposito) rappresenti un momento di formazione importante,  utile a fornire a tutti noi, alla luce di questo scenario, strumenti per articolare il nostro convincimento che ogni progetto di autonomia differenziata debba essere ritirato; e le parole per partecipare in maniera consapevole e critica al grande dibattito pubblico che chiediamo venga aperto nel Paese, in controtendenza rispetto agli incontri secretati, alle bozze pubblicate non da siti istituzionali; del ritardo intenzionale e della distanza dalle persone con cui tutta la partita dell’autonomia differenziata è andata avanti finora.
E’ poi fondamentale ed urgente che i Comitati di scopo che si sono costituiti e si stanno costituendo dal nord al sud del Paese si incontrino e coordinino per discutere come affrontare e rilanciare la nostra istanza.
Proponiamo pertanto che l’assemblea del 29 settembre comprenda due momenti: il primo, di formazione, approfondimento, conoscenza, in particolare sul “modello Emilia-Romagna” e sui LEP; il secondo, di confronto tra i Comitati di scopo e le associazioni per rilanciare la battaglia. 
Per raggiungere il nostro scopo, che ci unisce, non arretreremo di un millimetro dinnanzi al nuovo governo: chiederemo anche a questo, come al precedente, di ritirare qualunque Autonomia Differenziata, di fermare qualunque passo che vada nella direzione della divisione del Paese.
Pregando i rappresentanti dei comitati locali e i singoli che volessero intervenire di far pervenire il prima possibile notifica della propria partecipazione in modo che si possano organizzare gli interventi nella maniera più funzionale e rispettosa dell’ordine, nonché provvedere al pasto; ricordando a tutti che la riuscita della nostra assemblea – che tutti auspichiamo – rappresenterebbe un passo molto importante per la costruzione e l’allargamento del nostro coordinamento di scopo,
Vi aspettiamo a Roma, domenica 29 settembre, al Liceo Tasso, Via Sicilia 168, alle ore 10: il tempo stringe, acquistate il biglietto!

Il Comitato nazionale per il ritiro di qualunque autonomia differenziata

Comunicazione n. 5 del Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Comunicazione n. 5

Comunicazione n. 5 

del Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

L’imprevista tempesta che ad agosto ha investito l’Esecutivo gialloverde e il Paese e il repentino cambiamento di scenario politico – e persino di Governo – non deve distoglierci dal nostro obiettivo, che – nonostante il cambiamento – rimane purtroppo all’ordine del giorno e di piena attualità ed urgenza.

Se l’allontanamento della lega dal Governo potrebbe lasciare  immaginare un minor pressing  sul tema dell’autonomia differenziata,   le dichiarazioni che i due principali protagonisti del nuovo Esecutivo hanno rilasciato  rilanciano prepotentemente il tema dell’autonomia differenziata in chiave soft: quella che Zingaretti chiamò “responsabile” e che Di Maio ha chiamato “solidale“; nulla che scongiuri futuri e ulteriori passi lungo un percorso che, una volta imboccato, avrebbe conseguenze imprevedibili e difficilmente reversibili.

Una versione – quella peraltro contenuta nella bozza di intesa dell’Emilia Romagna,  che fa parte delle 3 pre-intese firmate nel 2018 dal Governo Gentiloni – apparentemente meno aggressiva rispetto a quelle di Zaia e Fontana, ma non meno pericolosa; ad una minore voracità e ingordigia da parte del presidente Bonaccini corrispondono comunque rischi altrettanto gravi rispetto a quelli che paventavamo leggendo le pre-intese di Veneto e Lombardia: un’insidia per l’interesse generale e l’esigibilità dei diritti per tutte/i, per la coesione del Paese, per la tutela delle conquiste dei lavoratori, per l’integrità di alcuni fondamentali principi costituzionali. I nostri futuri interlocutori non avranno la sfrontatezza e l’aggressività di Salvini, ma sembrano convergere su un progetto che disunisce il Paese e – perciò – mina l’uguaglianza dei diritti.

Abbiamo pertanto inviato ai segretari dei partiti che stanno elaborando un programma “in forte discontinuità”, sulla base del quale  si accingono a formare il nuovo Governo, il documento finale dell’assemblea del 7 luglio;  sottoscritto da 120 associazioni, sindacati e partiti, dichiara la nostra radicale avversione ad ogni forma di autonomia differenziata.

Stiamo poi lavorando alla costruzione dell’assemblea di domenica 29 settembre: un appuntamento tanto più importante perché cadrà in una fase in cui il nuovo Governo starà muovendo i primi passi. Pensiamo che in quell’occasione, oltre ad interventi qualificati di editorialisti e studiosi che in questi mesi hanno avversato l’autonomia differenziata,  i comitati locali di scopo debbano avere una funzione fondamentale: a loro crediamo giusto e importante  lasciare per primi la parola, per raccontare iniziative, esperienze, proposte.

Invitiamo pertanto tutti a convocare assemblee locali prima di quella data, e a non lesinare energie su un lavoro di coinvolgimento e di diffusione delle nostre attività e delle nostre istanze.

L’orario sarà il medesimo (10\16,30) dell’assemblea di luglio; nei prossimi giorni vi comunicheremo sede e programma dei lavori; una partecipazione significativa rappresenterà un iniziale monito al nuovo governo: siamo e continuiamo ad essere contro ogni autonomia differenziata.

Buon lavoro a tutte/i

Comitato provvisorio Per il ritiro di qualunque Autonomia Differenziata

Comunicazione n. 4 del Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Comunicazione n. 4

Comunicazione n. 4 

del Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata

Quando abbiamo scritto l’ultimo comunicato, circa 3 settimane fa, la situazione era grave e confusa. Oggi è grave e molto confusa. La crisi di governo, subentrata la scorsa settimana, ha certamente prodotto un effetto immediato: un rallentamento sicuro – nel clima da campagna elettorale e poi, se inauspicabilmente vi si dovesse arrivare, nella fase del voto e della formazione del governo – di quella clamorosa aggressione all’unità statale, al principio di uguaglianza e ai diritti dei lavoratori che è l’autonomia differenziata. Ma creerebbe, se le condizioni politiche non dovessero mutare, il rafforzamento di quelle pulsioni trasversali – ma precipuamente leghiste – che hanno portato agli ultimi, drammatici atti sul tema del regionalismo differenziato.

Le parole del ministro dell’interno, di intonazione totalitaria, sono gravemente eversive della democrazia costituzionale. Le forze che si sono aggregate rifiutando qualsiasi regionalismo differenziato, riconoscendosi nelle conquiste della Costituzione repubblicana e antifascista, hanno oggi il comune obiettivo di difendere l’unità della Repubblica, sostenere  la democrazia e battersi contro ogni ipotesi di separatismo.

E’ per questo che, dopo la grande assemblea del 7 luglio, vi proponiamo una visione lunga di prospettiva: rafforziamo il grande lavoro che abbiamo realizzato durante l’estate; moltiplichiamo i comitati locali; adoperiamoci infaticabilmente affinché l’informazione e la formazione sui temi dell’autonomia differenziata crescano e si diffondano; tutto ciò, considerando anche la recente bozza di intesa della regione Piemonte, elaborata sulla falsariga di quella del Veneto: una pretesa aggressiva ed intransigente di autarchia normativa e di declinazione di diritti sociali e civili autonomi da parte degli organi regionali.

La campagna elettorale che verrà – se verrà – non deve distoglierci dall’impegno che ci siamo assunti, che è esso stesso una campagna contro le forze eversive, razziste, autonomiste di questo Paese. Per questo, comunque andranno le cose, chiediamo a tutte/i il massimo impegno per:

  1. Diffondere l’appello e chiedere adesione di quanti più soggetti rappresentanti forze democratiche, allargando così la compagine di chi rifiuta ogni autonomia differenziata;
  2. Continuare nell’opera di costituzione di comitati locali, organizzando iniziative, non stancandoci di spiegare la costanza delle nostre ragioni;
  3. Cominciare appena possibile a produrre materiale agile per la diffusione delle nostre istanze;
  4. Impegnarci tutte/i per la riuscita dell’assemblea del 29 settembre, che si terrà a Roma.

Buon Ferragosto e buon lavoro a tutte/i noi

Comitato provvisorio Per il ritiro di qualunque Autonomia Differenziata